Salgono a sedici i negozi lasciati senza acqua

13 Maggio 2016

Prosegue l’azione anti-morosi ad Avezzano: le attività rischiano la chiusura Da giugno gli avvisi del Cam ad altri 2.300 imprenditori marsicani

AVEZZANO. Continua a tamburo battente l’azione del Cam mirata a debellare il fenomeno morosità tra gli operatori del commercio, giunto a livelli insostenibili, attraverso la chiusura dei rubinetti: in pochi giorni di attività, gli operatori del Consorzio hanno già sigillato 16 utenze commerciali – le prime cinque nei giorni scorsi – rimaste sorde all’ultimatum per mettersi in regola pagando il dovuto.

L’aut aut della società di gestione del ciclo idrico integrato guidata da Paola Attili (presidente), Giuseppe Venturini (amministratore delegato), Armando Floris (consigliere di gestione) sta facendo comunque breccia nella maggior parte dei commercianti che sta affollando gli uffici per saldare il conto, in prevalenza a rate. L’operazione, ovviamente, non è che alle prime battute, vista la mole di commercianti marsicani morosi (quasi il 50% su 6.225) che, via via, stanno ricevendo il pressante invito a onorare il debito: 700 quelli già avvisati in diverse tranche, a partire da chi ha accumulato il debito più consistente nel corso degli anni passati. A seguire il Cam busserà alle porte degli altri 2.300 morosi.

Avviata a conclusione la prima tranche di distacchi, il Cam sta per dare corso alla seconda fase dei sigilli, quella relativa ai duecento debitori tra Avezzano, Celano, Tagliacozzo e Luco, mentre i primi di giugno la società di gestione passerà sotto la lente d’ingrandimento le situazioni degli ulteriori 500 operatori sparsi in tutta la Marsica chiamati a saldare le vecchie pendenze: chi non avrà ottemperato allungherà l’elenco dei distaccati.

L’azione del Cam, oltre a ridare ossigeno vitale alle casse di una società impegnata in una difficile opera di risanamento dei conti, dovrebbe portare anche a un riordino delle utenze, spesso passate di mano in mano ma senza la voltura al Cam.

Il controllo a tappeto, infatti, ha portato alla luce anche numerosi utenti sommersi, ovvero di operatori subentrati nelle vecchie attività non iscritti a ruolo del Consorzio acquedottistico.

Il distacco dell’acqua potrebbe comportare effetti ancora più dannosi per gli operatori morosi: la perdita dei requisiti igienico-sanitari potrebbe arrivare presto al vaglio delle autorità competenti, con l’eventuale chiusura dei negozi.

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