Salme delle suore spostate, s’indaga

Caso di Montereale, il Comune convoca l’agenzia funebre per vederci chiaro
MONTEREALE. Vanno avanti gli accertamenti del Comune di Montereale sul caso delle salme delle nove suore di clausura trasferite nei giorni scorsi.
I resti delle religiose sono stati spostati di sabato dalla cappella del monastero cistercense di San Leonardo – venduto ai privati per farne probabilmente un’attività ricettiva – e tumulate a terra in una sola buca di 5 metri per 5 nel cimitero di Madonna in Pantanis. Provocando l’ira dei parenti – che dicono di non aver avuto alcuna notizia del trasferimento – e l’intervento diretto del Comune, che ha bloccato il completamento della nuova tumulazione nel cimitero.
Sono stati convocati per domani in municipio i rappresentanti dell’agenzia funebre che ha effettuato il trasferimento delle salme per conto della casa madre a Roma del sacro ordine cistercense di Santa Susanna.
«Abbiamo accertato che dal punto di vista burocratico tutto è stato eseguito correttamente», spiega il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi, che sta seguendo direttamente le verifiche in corso da parte degli uffici municipali. Il primo cittadino parla innanzitutto degli accertamenti già compiuti nei giorni scorsi: «Il Comune ha autorizzato prima la concessione di vendita del monastero e poi anche il trasferimento delle salme. La casa madre di Roma aveva titolo per chiederlo, secondo il Diritto canonico. E sembra ci fosse anche la volontà delle stesse suore di essere sepolte a terra».
Poi continua Giorgi: «Ma vogliamo vederci chiaro sulle modalità del trasferimento delle salme. In particolare come sono state disposte e in che tipo di bare. Durante la prossima settimana ne sapremo di più». Al momento non sembra potersi escludere anche l’eventualità di dover disseppellire le suore.
La vicenda sta turbando e non poco la comunità di Montereale. Il monastero di San Leonardo fu chiuso definitivamente nel 2014, quando l’unica suora rimasta dovette trasferirsi a Roma. Ma nel 2020 madre Maria Bernarda Di Piero, ultima badessa del monastero, fu tumulata proprio tra quelle mura, come desiderava.
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