Salmonella, D’Angelo all’attacco

Il consigliere centrista: «Basta pensare alle poltrone: tutelare gli agricoltori»
L’AQUILA. Il consigliere Daniele D’Angelo (L’Aquila al centro), dopo il gran rifiuto di entrare nella giunta, passa all’attacco. Il casus belli è l’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua del Vera per la salmonella. D’Angelo evidenzia «le segnalazioni degli agricoltori risalenti al 13 aprile di sversamento liquami dal depuratore di Pontignone. Ora, dopo mesi, l’ordinanza di divieto. Con tre mesi di completa assenza da parte di chi di dovere si arriva oggi a mettere sul lastrico diverse aziende agricole di Bazzano-Paganica-San Gregorio gravate anche da una siccità straordinaria. La politica per noi è vicinanza e lavoro per il popolo non spartizione di poltrone. Prenderò di petto questa situazione come al solito cercando di risolvere nel più breve tempo possibile», avverte D’Angelo.
«Le aziende ora rischiano di perdere i raccolti», aggiungono D’Angelo e Luca Tarquini, responsabile agricoltura dell’Aquila al centro. «Alla preoccupazione per le sorti delle aziende agricole si aggiunge il rammarico per una situazione che era stata più volte invano segnalata. L’insufficienza del depuratore della zona, obsoleto e di portata inadeguata rispetto al numero di abitanti che dovrebbe servire, comporta infatti nelle stagioni delle piogge e dello scioglimento della neve un eccessivo afflusso di acqua in entrata, con conseguente trasbordo di liquami; in estate, il cattivo funzionamento del depuratore e le temperature calde favoriscono il proliferare dei batteri tra cui la salmonella. Da qui i rilevamenti nei canali di irrigazione e l’ordinanza interdittiva a tutela della salute pubblica. Riteniamo, e ci faremo promotori delle più utili iniziative in tal senso anche in consiglio comunale, che oltre a verificare se vi siano state omissioni gestionali negli enti preposti che erano stati ripetutamente avvertiti del pericolo, sia non più differibile un adeguamento del depuratore alle reali esigenze. Nell’immediato», aggiungono D’Angelo e Tarquini, «s’invitano le autorità competenti a valutare le istanze degli agricoltori, che propongono di considerare una revisione dell’ordinanza sul modello di quelle adottate in alcune località del Nord Italia interessate da problematiche analoghe, consentendo l’irrigazione per scorrimento al fine di non perdere i raccolti visto che ci troviamo in piena stagione irrigua e salvaguardare al tempo stesso la salute. Si chiede infine di valutare la possibilità di una formula risarcitoria per le aziende agricole».
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