Salmonella equina in un allevamento
Il sindaco blocca l’ingresso di nuovi animali e ordina vaccinazioni per azzerare il focolaio
L’AQUILA. Il sindaco Pierluigi Biondi ha avviato le contromosse in relazione all’insorgenza di un focolaio di salmonella abortus equi avvenuta in un allevamento di cavalli che si trova in una frazione nella zona Ovest della città.
Biondi, pertanto, ha ordinato il divieto di movimentazione in entrata dei cavalli in quella struttura e ha imposto l’obbligo di far eseguire i trattamenti terapeutici e vaccinali di tutti i cavalli da parte del veterinario aziendale.
Queste misure restrittive saranno revocate dopo la presentazione di una specifica relazione del veterinario dell’azienda con tutti i trattamenti che sono stati eseguiti.
L’iniziativa di Biondi, tramite una sua ordinanza, è la conseguenza di una comunicazione a lui fatta dal Dipartimento di prevenzione e servizio veterinario Asl nella quale, lo scorso 18 luglio, si segnalava, dopo analisi fatte dallo zooprofilattico di Teramo, dell’isolamento del focolaio nella suddetta azienda. Di lì l’ordinanza che è stata comunicata qualche giorno fa.
Il compito di vigilare sulla osservanza di questo provvedimento, ognuno per le proprie competenze, spetta alla polizia municipale e al servizio veterinario Asl. Anche perché, in caso di inosservanza, ci sono sanzioni pesanti.
Per la salmonellosi degli equini si distinguono due forme: quella abortiva sostenuta dalla Salmonella abortus equi e la gastroenterica. La prima forma determina aborto dal quarto all’ottavo mese di gravidanza; se invece la gravidanza giunge a termine il puledro muore facilmente nei primi mesi di vita.
Contro questo provvedimento del sindaco è possibile un ricorso al Tar entro 60 giorni dalla pubblicazione sull’albo pretorio.
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