Salute Donna, la priorità è la prevenzione

12 Settembre 2021

Ultima giornata del forum con il ministro Garavaglia: troppi senza screening in questi anni di Covid

L’AQUILA. «Sono sinceramente preoccupato perché questi due anni di Covid hanno lasciato troppa gente senza screening. Abbiamo la necessità di dimenticare questa brutta parentesi e di tornare alla normalità, che è soprattutto prevenzione. Parliamo meno di Covid e un po’ più di prevenzione». Così il ministro al Turismo, Massimo Garavaglia, che ieri ha chiuso la terza e ultima giornata del Forum annuale di Salute Donna onlus che si è tenuto all’Aquila, nell’hotel Fiordigigli di Fonte Cerreto. Il ministro ha partecipato alla sessione scientifica del convegno anche in qualità di membro dell’intergruppo della Camera dei deputati “Insieme contro il cancro”. L’incontro ha messo a confronto le volontarie e i volontari di 27 sezioni, tra cui quella aquilana che ha ospitato il forum, distribuite su sette regioni italiane. Leitmotiv delle giornate il tema dei tumori, con particolare riferimento a quello al polmone, per il quale è stato ribadito il ruolo determinate, in senso negativo, del fumo di sigaretta e la necessità di campagne di informazione mirate. Salute Donna onlus, infatti, si occupa dal 1995 di diffondere una diversa cultura della malattia oncologica che tenga conto della multidisciplinarità e che metta la persona al centro del percorso di prevenzione e cura. «Sono convinto che il ruolo di associazioni come queste sia fondamentale a sostegno della sanità pubblica e privata» ha sottolineato il ministro «fondamentale tassello di garanzia per i pazienti e i medici». Nella giornata di venerdì dibattiti sono intervenuti anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e la deputata del Pd, Stefania Pezzopane, che hanno insistito sulla necessità dell’obbligatorietà del vaccino anti Covid 19. Collegato da remoto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha sottolineato come sia importante «continuare con la campagna di vaccinazione coinvolgendo gli oltre tre milioni di quarantenni e cinquantenni che ancora non si vaccinano e vedere come evolverà questa fase. Tra qualche settimana, quando tutte le attività saranno ripartite appieno, i numeri ci diranno se questa direzione è quella giusta o dobbiamo cambiare. Io non credo che l’obbligo di vaccinazione» ha concluso «sia la scelta migliore, per tanti motivi, anche più banalmente tecnici». (m.c.)
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