Salvati attacca la giunta e punta al Pd

Sui parchi giochi la consigliera accusa di immobilismo l’amministrazione. Sullo sfondo la lotta per la guida del circolo Dem
SULMONA. Ha chiesto di affrettare i tempi per la soluzione dei problemi dei parchi giochi in città perché la primavera è alle porte ma Roberta Salvati, consigliera comunale di maggioranza, con la sua sortita potrebbe imprimere un’accelerazione anche alla crisi, già latente, della compagine che sostiene il sindaco Annamaria Casini. Senza peli sulla lingua, come è nel suo stile, Roberta Salvati, già reduce da una consigliatura difficile con il centrosinistra di Peppino Ranalli, chiedendo al sindaco e all’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Sinibaldi, lo stato dei parchi destinati ai bambini, ha detto di «dissociarsi dall’immobilismo perché essere indifferenti equivale ad essere complici». Ha mandato così un segnale forte all’amministrazione comunale, rilevando segni evidenti di immobilismo a distanza di nove mesi dall’insediamento della giunta. Salvati ha elencato i parchi che in città non funzionano: quelli di via Sallustio, via Togliatti, dell’area del parco fluviale Daolio.
Ma al di là della segnalazione dei parchi e della sollecitazione a sindaco e assessore, Salvati ha inviato un segnale tutto politico. La sua esternazione è il riflesso del nuovo clima precongressuale che comincia ad avvertirsi anche nel circolo sulmonese del Pd, al quale Salvati è iscritta e che punterebbe a guidare. La consigliera comunale, che già nel referendum si è distinta come coordinatrice cittadina del fronte del sì, ora ha dato la sua adesione alla corrente del ministro Andrea Orlando, rinsaldando la sua personale amicizia con Michele Fina, ex assessore provinciale, che del ministro è tra i più stretti collaboratori. E Roberta Salvati tenta di insidiare l’indiscussa leadership del circolo sulmonese, ora nelle mani del consigliere comunale ed ex sindaco Bruno Di Masci, facendosi forte del seguito di un nutrito drappello di esponenti della sinistra Pd, soprattutto ex Ds che hanno rifiutato la scissione. Salvati dunque punta ad avere visibilità ricorrendo anche allo storico slogan del Pci di Berlinguer “partito di lotta e di governo”.
Alza, dunque, la posta del suo impegno sia dentro il Pd, che nella maggioranza, strizzando di tanto in tanto l’occhio all’opposizione dove non esclude anche di tornare. Dal canto suo, per adesso, Di Masci segue in prudente silenzio le vicende del circolo Pd e della maggioranza. Da qualche tempo, tra l’altro, tra lui e l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, sponsor del sindaco e della sua maggioranza, è tornato il sereno, dopo i fulmini e le saette che hanno segnato l’ultima campagna elettorale per palazzo San Francesco.
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