Salvini blinda i candidati su Avezzano e Chieti

25 Giugno 2020

Il leader della Lega insieme a Genovesi e Di Stefano: «Uomini giusti per vincere» Visita in caserma per solidarietà ai carabinieri feriti. In piazza anche contestatori

AVEZZANO. Il dado è tratto. Matteo Salvini, in trasferta ad Avezzano, dove è stato accolto da cori da stadio di alcune centinaia di sostenitori, mentre un cordone della polizia teneva a debita distanza un gruppetto di contestatori, mette il sigillo sui candidati a sindaco di Avezzano e Chieti, le principali città d’Abruzzo dove si vota il 20 settembre.
«UOMINI GIUSTI». «In queste due realtà», ha affermato il leader del Carroccio, seppur senza nominarli direttamente, «abbiamo gli uomini in grado di farcela». Per la gioia di Tiziano Genovesi e Fabrizio Di Stefano (il candidato della Lega a Chieti, ndc), presenti entrambi alla manifestazione.
SOLIDARIETÀ AI CARABINIERI. La visita del leader della Lega è stata incentrata perlopiù sull’aggressione ai tre carabinieri (ai danni di un 41enne della Repubblica Dominicana) e su temi nazionali.
«Sono qui prima di tutto per rendere omaggio a Vito (l’appuntato scelto La Mendola, il militare ferito in modo grave, ndc)», ha esordito Salvini, scatenando l’entusiasmo dei supporter, mentre in sottofondo risuonavano le urla dei contestatori circondati da uno stuolo di agenti di polizia, «a uomini e donne delle forze dell’ordine che sono stati aggrediti da un extracomunitario con il reddito di cittadinanza. La sicurezza dei cittadini è un diritto».
ATTACCHI AL GOVERNO. Immancabili gli affondi contro il governo Pd-5 Stelle, in particolare al ministro della Pubblica istruzione, Lucia Azzolina. «Siamo alla fine di giugno», ha sottolineato, «e sulla riapertura delle scuole ancora non si sa nulla: questo governo va mandato subito a casa. C’è un ministro incompetente che pensa di separare i bambini con il plexigas. In tutta Europa i bambini sono già in classe: il ministro non potrebbe e non dovrebbe occuparsi neppure della pulizia delle aule. Non è in grado». Sul fronte del turismo e del commercio, invece, la ricetta di Salvini per ridare spinta ai settori ed «evitare il lavoro nero» sono i voucher.
INCONTRO IN MUNICIPIO. Chiuso il primo intervento il leader leghista, con al fianco lo stato maggiore abruzzese, è salito in Comune per un faccia a faccia con il commissario prefettizio, Mauro Paserotti. «Per conoscere i problemi del nostro territorio. Salvini», ha spiegato il consigliere regionale Simone Angelosante, «si è impegnato a fare il massimo per la svolta».
IL SECONDO COMIZIO. Qualche minuto e il leader è tornato ad arringare la folla festante in piazza della Repubblica rilanciando il suo antico cavallo di battaglia, mentre pure i contestatori davano fiato alle trombe: «Quando c’è un carabiniere», ha ribadito, “noi ci siamo, non come quei quattro figli di papà che contestano. Qui non c’è la necessità di altri immigrati irregolari che vengono per spacciare droga. E non è per un problema di colore della pelle: a noi ci stanno sui c... quelli che spacciano».
CARTELLE ESATTORIALI. Un altro affondo sempre verso il governo è arrivato sugli 8 milioni di cartelle esattoriali che sarebbero in arrivo nelle case degli italiani. «Il 4 di luglio», ha annunciato Salvini, «scenderemo in piazza anche in Abruzzo per chiedere di bloccare l’invio delle cartelle dopo mesi di blocco totale del Paese: questo governo va mandato a casa e io tornerò a occuparmi di immigrazione».
SELFIE SENZA MASCHERINE. Poi il leader leghista, senza mascherina, si è concesso ai supporter per una lunga carrellata di selfie, naturalmente sullo spazio a destra del palazzo municipale. «Mai a sinistra», ha chiosato Matteo Salvini con il pugno chiuso, ma della mano destra.
VISITA IN CASERMA. Prima di riprendere la via del ritorno a Roma, Salvini ha fatto tappa al comando della compagnia, dove ha incontrato il capitano Pietro Fiano, per «esprimere solidarietà e avere notizie sul carabiniere ferito».
L’ASPIRANTE SINDACO. Per Tiziano Genovesi un lancio in grande stile. «Grazie Avezzano», ha esordito l’imprenditore edile, «per la grande risposta alla giornata organizzata in fretta e furia. Siamo partiti con il nostro progetto: gli amici di centrodestra seguano questo percorso».
Il segretario regionale, Luigi D’Eramo, invece ha rimarcato la volontà di costruire un centrodestra forte a guida Lega per portare in questa città il modello del partito. Insieme a voi”, ha affermato rivolto ai sostenitori, andremo a prendere la guida della città di Avezzano».
I CONTESTATORI. Armato di cartelli, un gruppo di contestatori ha “rovinato” la festa dei salviniani con slogan e cori: l’attacco preferito è stato sui 49 milioni che la Lega deve restituire allo Stato italiano.
«Salvini per anni ci ha insultato», ha affermato Paolo Dominici, responsabile cittadino di Potere al popolo, presente in piazza Risorgimento insieme a tanti giovani di associazione ambientaliste e volontariato e della nascente lista “Avezzano bene comune”, «ora viene qui a dare lezioni ipocrite, parlando soltanto alla pancia delle persone e strumentalizzando pure le aggressioni ai carabinieri. E poi non c’erano figli di papà, ma persone che lavorano e fanno politica senza interessi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA