San Bernardino, due giorni di festa in città

Cerimonie in basilica con la riapertura dell’urna del santo e donazione dell’olio per la lampada votiva
L’AQUILA. Nel convento della basilica di San Bernardino sono state presentate le giornate della Solennità del santo senese, compatrono dell’Aquila, che ricorre il 20 maggio di ogni anno.
In questa occasione, in due giornate dense di eventi liturgici, come hanno ricordato il ministro provinciale dell’Ordine dei Frati Minori di Lazio e Abruzzo, padre Massimo Fusarelli e il rettore della basilica padre Daniele Di Sipio, mercoledì 19 maggio sarà riaperta l’urna del santo che tornerà in tal modo visibile alla devozione dei fedeli. Nello stesso giorno alle 17 incontro con gli interpreti contemporanei della cultura e della comunicazione e consegna del trigramma Ihs. Alle 18,30 messa presieduta dal vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, lettura del «sacro transito» e riapertura dell’urna.
Il 20 maggio alle 11 messa presieduta dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi, nella basilica che custodisce da sempre le spoglie di San Bernardino.
L’offerta dell’olio benedetto che alimenterà la lampada votiva posta di fronte al mausoleo del santo sarà quest’anno effettuata dal Nono Reggimento Alpini dell’Aquila. Alle 17,30 è prevista l’accoglienza dei sindaci dei Comuni limitrofi sul sagrato della basilica, con l’atto di affidamento al santo da parte delle autorità davanti al mausoleo. Alle 18 la messa presieduta dal ministro provinciale. A conclusione, la benedizione con la reliquia del santo impartita alla città e ai comuni rappresentati dai sindaci.
Come ha ricordato padre Massimo Fusarelli, auspicando, con quest’iniziativa, anche la rinascita della tradizione della locale “Cattedra Bernardiniana”, «diceva San Bernardino: “Questa è mia intenzione, di rinnovare e chiarificare il nome di Gesù, come fu nella primitiva Chiesa”, spiegando che, mentre la croce evocava la Passione di Cristo, il suo nome rammentava ogni aspetto della sua vita, la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario, il trionfo della Resurrezione e dell’Ascensione. San Bernardino da Siena fu un predicatore instancabile in giro per l’Italia, propagò la devozione al santo nome di Gesù facendo incidere il monogramma Ihs su tavolette di legno, che dava a baciare al pubblico al termine delle prediche. Anche dopo la sua morte, avvenuta nella città dell’Aquila, nel 1444, Bernardino continuò la sua opera di pacificazione. Era infatti giunto morente in questa città e non poté tenervi il corso di prediche che si era prefisso. Persistendo le lotte tra le opposte fazioni, il suo corpo dentro la bara cominciò a versare sangue e il flusso si arrestò soltanto quando i cittadini dell’Aquila si riappacificarono».
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