San Bernardino, reliquie in corteo

Sabato 2 maggio riapre la basilica: le spoglie del santo scortate dagli alpini
L’AQUILA. A 6 anni dal terremoto, dopo lunghi e particolari restauri, riapre al pubblico in tutto il suo splendore la chiesa-simbolo degli aquilani. Sabato 2 maggio solenne celebrazione di riapertura della basilica di San Bernardino affidata alle cure dei frati minori. Definito il programma. Alle 17,15, dalla chiesa di piazza d’Armi, partenza del corteo con l’urna del santo senese scortata dall’Associazione nazionale alpini. Alle 17,30, in piazza Duomo, arrivo del corpo del santo che sarà accolto dai fedeli e dall’arcivescovo metropolita Giuseppe Petrocchi. Seguirà la processione con le reliquie fino alla basilica di San Bernardino dove alle 18 sarà celebrata la messa solenne.
«Dopo il 6 aprile 2009, in tanti luoghi e in tanti momenti gli aquilani sono andati alla ricerca di una socialità perduta, di una normalità post-terremoto», si legge in una nota della basilica. «Così la riapertura di una via, il restauro di un palazzo, la chiusura dell’ultima tendopoli, l’inaugurazione di un luogo provvisorio sono state tutte occasioni molto attese dalla popolazione per gridare soprattutto a se stessi: “Ecco, torna la normalità”. In realtà la ricerca e il sogno di normalità non sono ancora pienamente realizzati ma, come un fulmine a ciel sereno, ci sono momenti in cui la speranza rivive, l’entusiasmo si accende, nel segno di una nuova rinascita. Per questo motivo la prossima riapertura della restaurata Basilica di San Bernardino sarà un evento con la E maiuscola e sarà davvero importante per la sua storia, per la presenza giubilare dei francescani minori in città: un restauro che testimonia la grandezza del lavoro svolto perché la Basilica è un luogo simbolico e rappresentativo dell’intera comunità aquilana, è il luogo dove gli aquilani si sposano, si ritrovano con le famiglie: un luogo, appunto, di socialità e di normalità. Sei anni dopo il sisma la Basilica di San Bernardino da Siena, cuore della città, torna a risplendere di una bellezza nuova e arricchita. Il 2 maggio, infatti, riaprirà al pubblico e il corpo di San Bernardino tornerà nella sua casa con una solenne processione che partirà dalla chiesa temporanea a piazza d’Armi».
«Sarà una festa certamente per tutti», afferma emozionato il ministro provinciale dei frati minori padre Carlo Serri, «non soltanto per i cultori dell’arte o della bellezza degli edifici, ma molto di più per tutti gli uomini di buona volontà che entrano in una chiesa per vivere un’avventura spirituale, per aprire il loro cuore e la loro intelligenza a un incontro soprannaturale con Dio e con se stessi. La chiesa è sempre la casa di Dio e la casa degli uomini».
Il lungo restauro, appaltato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche Abruzzo, Lazio e Sardegna, nella persona dell’architetto Maurizio D’Antonio, ha interessato, in un primo momento, la cupola che ha subìto gravissime lesioni attraverso un gigantesco ponteggio che l’ha interamente circondata e consolidata; poi si è proceduto alla riparazione di tutto il resto del corpo della Basilica».
«In particolare», prosegue la nota, «la torre campanaria, anch’essa in parte crollata, è stata ristrutturata con una serie di consolidamenti conservativi sia da un punto di vista strutturale che dell’apparato murario. È stato eseguito, in questo caso, un minuzioso lavoro di monitoraggio e catalogazione a terra per il recupero di tutte le pietre cadute dopo il crollo che sono state poi riutilizzate per la ricostruzione della torre e della cella campanaria». Come spiega l’ingegnere Vito Ciano, direttore tecnico del cantiere, «il ripristino delle pareti demolite è stato realizzato con pietra locale e i rinforzi sono stati eseguiti con una serie di inghisaggi e con tiranti in acciaio inox che garantiscono una maggiore sicurezza per il futuro». È stato, inoltre, rinforzato e restaurato anche il soffitto ligneo, finalmente tornato al suo celeste originale che mette in risalto le decorazioni in oro e le tele raffiguranti scene di vita di San Bernardino e altri santi francescani.
Non è stata trascurata l’illuminazione: il nuovo impianto, sia interno che esterno, realizzato attraverso il posizionamento strategico delle luci, valorizza le architetture settecentesche della Basilica che rimarrà illuminata anche di notte. Restano da completare i restauri delle cappelle laterali e radiali, ma la chiesa rimane comunque agibile e utilizzabile per le celebrazioni liturgiche che ripartiranno regolarmente domenica 3 maggio, inizialmente con la celebrazione di tre messe, due nella mattinata e una vespertina. La Basilica sarà aperta dalle 7 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30.
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