San Bernardino, un organo torna al suo antico splendore

22 Febbraio 2021

L’AQUILA. È terminato nei giorni scorsi il restauro dell’organo situato nel coro della basilica di San Bernardino da Siena. Un altro importante passo verso il completamento del recupero della chiesa,...

L’AQUILA. È terminato nei giorni scorsi il restauro dell’organo situato nel coro della basilica di San Bernardino da Siena. Un altro importante passo verso il completamento del recupero della chiesa, una delle prime a essere restituite alla città, nel 2015, seppure senza molte delle opere mobili che nel 2009 erano presenti all’interno della stessa basilica.
L’organo, appena restaurato dalla ditta Mascioni organs, è situato nell’abside, dietro l’altare, all’interno del coro ligneo barocco. Era stato costruito nel 1939 dalla stessa ditta Mascioni, utilizzando l’interno della cassa settecentesca che ospitava un precedente organo realizzato dai fratelli Domenico Antonio e Raffaele Fedeli nel 1762. Non si tratta dell’organo maggiore (a canne risalente alla prima metà del XVIII secolo), ma ha comunque un altissimo valore storico. «Lo strumento, a trasmissione elettrica, è stato costruito da Vincenzo Mascioni nel 1939 quale opera 525», spiegano i restauratori, «ed è costituito da 20 registri suddivisi su due tastiere da 58 note e pedaliera da 30 note». L’organo, posizionato lungo una parete curva, è articolato in tre corpi dei quali i due laterali entro alte nicchie e quello centrale entro cassa lignea barocca. Il restauro della basilica di San Bernardino, durato sei anni, ha lasciato fuori molte opere ancora in fase di restauro. I lavori, seguiti e diretti dall’architetto Maurizio D’Antonio, hanno riguardato in un primo momento la cupola, che aveva subìto gravissime lesioni, poi si è proceduto alla riparazione di tutto il corpo della basilica. Il finanziamento per il restauro è arrivato dal Cipe integrato dal contributo della Fondazione Carispaq, per il soffitto ligneo. (m.c.)
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