San Cosimo, destino incerto per l’ex deposito militare

23 Ottobre 2018

Santilli (Valle Futura): «Smembrato il progetto di un polo di Protezione civile I costi di riconversione del sito sarebbero bassi rispetto ad altre soluzioni»

PRATOLA PELIGNA. Hanno realizzato un progetto per creare un Centro operativo di Protezione civile in grado di servire gran parte del Centro Italia, ma la politica lo sta smembrando. Il progetto era stato realizzato dagli aderenti al comitato Valle Futura da anni impegnato per la riconversione a scopi civili del deposito militare di Monte San Cosimo a Pratola Peligna. «Stanno dividendo il nostro progetto in tante piccole parti che difficilmente potranno poi dare i risultati sperati», ha detto Roberto Santilli, componente del comitato. «Da anni abbiamo cominciato a parlare con i politici a livello nazionale per ottenere risposte e vedere tradotta in realtà la realizzazione di un polo logistico per sopperire alle emergenze che dovessero venire a verificarsi nel Centro Italia; ma, oltre a non aver avuto risposte, ci accorgiamo che il progetto è appetibile in quanto riproposto dai vari attori politici in diversi territori». Il riferimento è alla possibilità espressa dalla politica che il polo vada nell’interporto di Avezzano, nella Marsica, oppure nella frazione di Preturo, nel Comune dell’Aquila. È recente, inoltre, la volontà di realizzare il polo logistico ad Alanno (Pescara) ma riservato alla sezione di competenza degli alpini. Ipotesi che alla fine starebbero offuscando la scelta di fare il polo logistico in Valle Peligna e nello specifico sul Monte San Cosimo. Una sede, quest’ultima, che, stando al progetto del comitato Valle Futura, è in grado di garantire risparmi in quanto esiste già nella zona una base militare con caratteristiche simili o comunque adattabili alle esigenze della Protezione civile, raggiungibile dalle linee di collegamento ferroviarie e autostradali che vanno da Roma a Pescara. «A conti fatti», conclude Santilli, «i costi per la riconversione di San Cosimo da base militare a polo di Protezione civile sarebbero minori rispetto ad altre soluzioni, per questo chiediamo che il progetto venga ripreso in seria considerazione e si smetta di farne un inutile spezzatino a danno della collettività». La base militare di Monte San Cosimo si estende per 330 ettari di territorio nel centro della Valle Peligna. Una zona che dal polo logistico potrebbe ricavare un indotto lavorativo in grado di far superare la crisi economica che sta interessando l’area ormai da anni. In passato, la base militare di Monte San Cosimo era stata anche al centro di interrogazioni parlamentari che volevano fare luce sulla sua reale funzione per evitare che la polveriera diventasse un deposito di scorie nucleari. Un rischio che finirebbe proprio con la realizzazione del polo di Protezione civile.
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