San Cosimo, ennesimo appello

10 Giugno 2017

Valle futura: la base militare va trasformata in un polo di Protezione civile

SULMONA. Il comitato Valle futura torna a sollecitare le istituzioni sulla necessità di aprire una sede di Protezione civile nella base militare di monte San Cosimo. Il progetto è finito sul tavolo del primo ministro Paolo Gentiloni, grazie a una lettera dell’associazione che dal 2006 propone il riuso della base militare. Undici anni in cui diverse sono state le calamità naturali e le emergenze da fronteggiare, che hanno messo in evidenza la necessità di riorganizzare il sistema della Protezione civile.
«In considerazione del silenzio e della disattenzione che di nuovo sta calando sul progetto per la realizzazione del Polo logistico di Protezione civile», interviene Roberto Santilli del comitato, «abbiamo sollecitato tutti i gruppi regionali a mettere in atto le necessarie iniziative istituzionali nei confronti del governo nazionale, affinché venga conseguito l’obiettivo di riconversione del deposito militare di San Cosimo in polo di Protezione civile».
Hanno già deliberato sulla riconversione in base di Protezione civile sedici comuni del territorio. Il comitato si batte dal 2006 per la riconversione di monte San Cosimo in un polo logistico di protezione civile di valenza extra regionale. Secondo i promotori dell’iniziativa, monte San Cosimo sarebbe, infatti, in grado di rispondere a tutte le necessità: area di prima accoglienza, stoccaggio, sito per le esercitazioni, centro studi, scuola di addestramento, eliporto. L’area, ancora protetta dal segreto militare, si trova tra Pratola e Sulmona. Le strutture furono realizzate nel 1939 per ospitare la fabbrica di esplosivi della Montecatini Nobel. La base militare, rigorosamente off limits, si estende su 134 ettari, con 10 chilometri di strade, tre di ferrovie, 40 costruzioni, elettrodotti, gasdotti, acqua e fognature. (f.p.)
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