San Cosimo, lettera al premier Gentiloni
Il comitato: la base militare va trasformata in sede di Protezione civile, così avremo 500 posti di lavoro
SULMONA. Dai 300 ai 500 posti di lavoro da impegnare in tutta la filiera dell’emergenza. Questa la stima del comitato “Cittadini valle futura” sulla base di Protezione civile per il centro-sud Italia. Il progetto è finito sul tavolo del primo ministro Paolo Gentiloni, grazie a una lettera spedita dall’associazione che dal 2006 si batte per il riuso della base militare di monte San Cosimo. Undici anni in cui diverse sono state le calamità naturali e le emergenze da fronteggiare che hanno messo in evidenza la necessità di riorganizzare il sistema della Protezione civile. «Quello che noi proponiamo è un nuovo modello di Protezione civile», interviene il portavoce del comitato Roberto Santilli, più efficiente, efficace e composta da una forza di pronto intervento in grado di affrontare qualunque evento calamitoso in maniera tempestiva, diretta e professionale». Nella lettera a Gentiloni, Santilli fa notare le difficoltà in cui si trova il sistema degli interventi in Italia. «Fermo restando l’indubbio apprezzamento per i volontari che finora si sono spesi completamente», aggiunge, «operando però con l’attuale assetto organizzativo, non va nascosto il fatto che questa catena di comando e di responsabilità di fatto allunga i tempi degli interventi e scarica sui sindaci le eventuali negligenze e l’inefficacia di una macchina troppo parcellizzata sul territorio». Le lettera al premier è accompagnata anche da un documento sulla spiegazione dettagliata del progetto. Hanno già deliberato sulla riconversione ben 16 Comuni del territorio. Il comitato si batte dal 2006 per la riconversione di monte San Cosimo in un polo logistico di Protezione civile di valenza extra regionale. Secondo il Comitato, monte San Cosimo sarebbe in grado di rispondere a tutte le necessità: area di prima accoglienza, stoccaggio, sito per le esercitazioni, centro studi, scuola di addestramento, eliporto. L’area, protetta dal segreto militare, si trova tra Pratola e Sulmona. Venne realizzata nel 1939 per ospitare la fabbrica di esplosivi della Montecatini Nobel. La base militare, off-limits per tutti, si estende su 134 ettari, con 10 chilometri di strade, tre di ferrovie, 40 costruzioni, elettrodotti, gasdotti, acqua e fognature. Col mistero che si infittisce tra cunicoli e passaggi segreti. (f.p.)
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