San Pietro, rimontate le campane nella chiesa in centro storico

11 Aprile 2018

L’arcivescovo Petrocchi benedice i sacri bronzi che torneranno a suonare tra sabato e domenica La riconsegna dei lavori del cantiere è prevista tra maggio e giugno. Si sta lavorando al pavimento

L’AQUILA. I primi rintocchi (dopo quelli di prova di ieri) riempiranno il centro storico tra sabato e domenica, come accadeva prima del 6 aprile 2009. Sono state posizionate ieri le nuove campane della chiesa di San Pietro a Coppito, in una delle zone maggiormente ferite della città. In molti, ex residenti, ma non solo, hanno voluto partecipare al “battesimo” tenuto dall’arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Alla cerimonia ha preso parte anche il parroco, don Francesco Leone, che aveva benedetto nei giorni scorsi la fusione delle campane ad Agnone da parte della premiata Fonderia pontificia Marinelli, una delle più antiche d’Italia. Le campane sono tornate all’interno della torre ottagonale unica del genere in Abruzzo, usata come torre di avvistamento nel periodo borbonico. «Una vera e propria festa», come l’ha definita lo stesso don Francesco, che a margine della cerimonia ha commentato: «Questi rintocchi rappresentano la rinascita».
Comincia il conto alla rovescia per la riapertura della chiesa. Il restauro è curato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per L’Aquila e cratere e la riconsegna è prevista tra maggio e giugno. Di fatto la parte strutturale dell’intervento è ormai terminata. I lavori ora sono concentrati sul riposizionamento del pavimento. Recuperati gli impianti pittorici e le strutture architettoniche. «Il tempio di San Pietro tornerà presto al suo antico splendore», ha concluso il parroco.
La chiesa capoquarto, risalente al XIII-XIV secolo, è tra le più amate dagli aquilani. L’intervento di recupero ammonta circa a 1 milione e mezzo. Molti i danni subiti nel 2009, come riportato dai tecnici nella scheda che parla di «ribaltamento della facciata con evidente presenza di fuori piano, espulsione di materiale nella parte sommitale destra, scivolamento della cella campanaria al suolo. Danni diffusi all'intero corpo di fabbrica sia nell'apparecchiatura strutturale che decorativa, con particolare concentrazione nella zona absidale». Molta attenzione è stata posta al recupero del ciclo di affreschi.
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