San Raffaele, sit-in di protesta contro i 14 licenziamenti

SULMONA. Mancano dieci giorni all’avvio dei licenziamenti alla clinica San Raffaele. È scattato il conto alla rovescia sui 14 esuberi annunciati dalla struttura privata di Sulmona, che svolge anche...
SULMONA. Mancano dieci giorni all’avvio dei licenziamenti alla clinica San Raffaele. È scattato il conto alla rovescia sui 14 esuberi annunciati dalla struttura privata di Sulmona, che svolge anche prestazioni in regime di accreditamento con il sistema sanitario regionale. Per questo ieri i sindacati hanno tenuto un presidio congiunto, davanti la struttura, ma all’esterno del piazzale recintato. L’azienda, infatti, non ha voluto che si tenesse all’interno della sua proprietà il sit-in sindacale, dove peraltro non c’era nemmeno un lavoratore perché la lista dei 14 nomi che dovranno andare a casa tra dieci giorni non è ancora circolata e tutti provano a mantenersi il posto di lavoro.
«È assurdo che l’azienda non collabori con noi», afferma Anthony Pasqualone, della Cgil, «del resto noi stiamo battendoci per salvare dei posti di lavoro, ma anche un servizio fondamentale di riferimento per il centro-sud Italia». Gli esuberi, infatti, sono stati annunciati in seguito al mancato adeguamento da parte della Regione delle prestazioni di unità spinale intensiva, che, in Abruzzo, si fanno solo nella struttura sulmonese. «Non capiamo questa chiusura o meglio questo ostruzionismo da parte dell’azienda», aggiunge Mauro Incorvati della Cisl, «del resto questa vertenza ha una doppia valenza, la salvaguardia dei posti di lavoro e la permanenza di un servizio fondamentale per un vasto territorio». Il San Raffaele rappresenta un’eccellenza per le cure dei problemi spinali. Nella struttura vengono curate persone che riportano gravi problemi in seguito a incidenti o disabilità motorie.
«I posti letto dell’unita spinale rappresentano un’importante risorsa per la Regione», aggiunge Antonio Ginnetti della Uil, «mentre il dover mandare pazienti in strutture di altre regioni andrebbe a pesare sulla mobilità passiva». Intanto, ieri Marcello Ferretti e Mauro Gabrielli della Uil hanno partecipato al tentativo di conciliazione in prefettura, confermando lo stato di agitazione. Stamattina, invece, si terrà un nuovo incontro in Regione. (f.p.)
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