Sangro senz’acqua E la strage di trote finisce al ministero

Il direttore generale bacchetta la Regione: deve vigilare con più attenzione sul deflusso idrico della diga di Barrea
CASTEL DI SANGRO. Finisce sul tavolo del ministero dell’Ambiente la strage di trote nel fiume Sangro. E il Ministero, attraverso le dichiarazioni del direttore generale Gaia Checcucci, ammonisce la Regione Abruzzo affinché vigili con più attenzione sul regolare deflusso idrico della diga di Barrea che spesso rischia di compromettere la qualità dell’ecosistema del Sangro. A denunciare il preoccupante fenomeno è stato il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso, che ha imputato all’azienda Enel Green Power - titolare della gestione della diga - la responsabilità dell’eccessivo mutamento della portata dell’acqua riversata nel fiume e la conseguente strage di pesci nel fiume, quasi in secca. La Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque vuole però andare a fondo condividendo le ragioni sostenute dal sindaco altosangrino circa il deflusso minimo vitale della diga, che deve essere adeguato alle esigenze dell’ecosistema fluviale. «La Regione deve organizzare le future attività di determinazione sul deflusso minimo vitale in conformità con il quadro programmatico nazionale», scrive Checcucci, «e si chiede di relazionale con urgenza in merito alla suddetta segnalazione del sindaco della città di Castel di Sangro e soprattutto in merito alle iniziative che sono state adottate e a quelle che si intendono adottare al fine di pervenire a una soluzione della problematica». Il caso era esploso lo scorso mese di aprile a seguito della morìa di trote fario autoctone, soprattutto nel tratto del canale tra Villa Scontrone e Castel di Sangro, segnalata dall’associazione Pescasportivi. Sotto accusa era così finita la società Enel Green Power, ente gestore della diga di Barrea. La società si era difesa negando ogni responsabilità. Anzi tra l'’nel Green Power e il Comune nei giorni scorsi è stato raggiunto anche un accordo sull’incremento di portata dell’acqua, ma il ministero dell’Ambiente ha chiesto lumi sulla vicenda richiamando la Regione a vigilare con più attenzione per evitare spiacevoli e dannose conseguenze che derivano dalla scorretta prosecuzione della gestione del flusso delle acque dall’impianto Enel.
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