Santa Croce, Colella spara a zero

Il patron: «I 75 dipendenti li paghino Regione, Comune e sindacati». Di Paolo e Lippa: solo colpa sua
CANISTRO. Sulla Santa Croce, Camillo Colella replica ai suoi ex dipendenti e spara a zero sulle istituzioni e sui sindacati: «Prendetevela con loro». Dopo l’appello dei 75 lavoratori, che da un anno attendono stipendi arretrati, ferie non godute e trattamento di fine rapporto, l’imprenditore molisano Colella risponde secco: «Gli ex lavoratori della Santa Croce spa devono prendersela con il sindaco del comune di Canistro, Angelo Di Paolo, con il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, con i sindacati e le Rsu, che hanno chiesto il fermo della produzione per un’azienda sana che, dal 2008 fino al no alla proroga della concessione, aveva pagato tutti i lavoratori con puntualità, anticipando anche la cassa integrazione», afferma Colella. «Chi mi accusa è uno sparuto gruppo, perché con 11 dei 75 dipendenti sono state firmate transazioni, mentre con altri 19 sono in atto trattative per trovare un accordo. Con la restante parte ci siamo opposti alle istanze e sono in corso contenziosi legali per i danni da noi subiti, quindi ad oggi non devo nulla agli ex addetti. Inoltre, con molti di loro è in piedi la richiesta di risarcimento danni per i blocchi dello stabilimento, che mi hanno impedito di lavorare e produrre», lamentato ancora l’imprenditore, il quale ha sottolineato di «non avere licenziato nessuno. Circa un anno fa sono stato costretto a mettere in mobilità i 75 dipendenti in quanto non ho ricevuto proroghe». Per l’imprenditore molisano, «Regione Abruzzo, comune di Canistro e sindacati hanno approfittato della buona fede dei lavoratori, ai quali hanno detto “mandiamo via Colella e arriverà un nuovo soggetto sponsorizzato nelle varie sedi da Giovanni Lolli, Di Paolo dall’assessore comunale di Canistro, Buffone, oltre che dai sindacati, che vi riassumeranno tutti».
Sulla vicenda dell'aggiudicazione provvisoria delle acque della Sponga l'imprenditore afferma che «la Norda è in gravi difficoltà, oltre che in lite con la Regione, contro la quale si è rivolta al Tar sulla questione del vaglio del progetto all’ufficio regionale Via». Il primo cittadino di Canistro, Di Paolo, replica alle accuse di Colella: «Deve imparare a pagare. Non è colpa nostra è lui che deve pagare il Tfr agli operatori, non spetta né a me e né a Lolli. Colella la smetta di continuare a trovare sempre degli espedienti per giustificare il suo comportamento». Duro anche Leonardo Lippa, della Uila Uil, che ha seguito insieme a Marcello Pagliaroli (Flai-Cgil) e Franco Pescara (Fai – Cisl) la vertenz. «Rispedisco al mittente tutte le accuse di Colella», evidenzia Lippa, «purtroppo lui non è stato in grado di fare l’imprenditore e deve prendersela solo con se stesso. Colella aveva la migliore acqua italiana in mano e si è fatto sfuggire tutto perché non è stato in grado di gestire il mercato. Glielo abbiamo sempre rimproverato, ma lui non ci ha mai voluto ascoltare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

