Santa Croce L’azienda scrive alla Regione
CANISTRO. «Subito un tavolo con Regione e parti sociali per trovare un’intesa e andare avanti con l’attività aziendale». È questa la richiesta che la Santa Croce ha inviato agli attori dell’annoso...
CANISTRO. «Subito un tavolo con Regione e parti sociali per trovare un’intesa e andare avanti con l’attività aziendale». È questa la richiesta che la Santa Croce ha inviato agli attori dell’annoso iter per il rinnovo della concessione per l’utilizzo delle acque.
Una vicenda complessa iniziata a primavera dello scorso anno e che, a tutt’oggi, non si è ancora conclusa. Il tribunale amministrativo regionale, infatti, nei giorni scorsi ha bocciato il bando emesso nel 2015 dalla Regione per l’affidamento delle acque della sorgente della Santa Croce in quanto mancava il piano di tutela ambientale. Dal canto suo, però, l’Ente ha già tolto la concessione alla società che fa capo a Camillo Colella per l’irregolarità sulla documentazione presentata e sta preparando un nuovo bando.
«Il ricorso presentato dal Comune di Canistro adducendo presunte irregolarità nella formulazione del bando è stato accettato», hanno spiegato dall’azienda, «tale decisione, nella quale viene stigmatizzato l’operato della Regione, sarà impugnata nelle opportune sedi giudiziarie amministrative dalla società che, da tempo, sta portando avanti un articolato piano di riorganizzazione aziendale con ingenti impegni economici e di tutela dei lavoratori, con la preoccupazione per l’aspetto della continuità aziendale e per i risvolti sui livelli occupazionali stessi».
Attualmente i 74 lavoratori dell’azienda che produce acqua minerale sono in contratto di solidarietà.
L’azienda e i sindacati hanno trovato un accordo e aperto 36 posti per la mobilità volontaria con un incentivo all’esodo di 25mila euro, ma ancora non ci sono state richieste d parte dipendenti.
Intanto dalla Santa Croce hanno chiesto: «Un urgentissimo tavolo con la regione Abruzzo e i sindacati per trovare una soluzione in attesa che la giustizia faccia il suo iter .
Riponiamo la nostra fiducia nel buon senso delle istituzioni locali al fine di trovare una soluzione transitoria che permetta la continuità aziendale nel pieno rispetto degli impegni già assunti con i lavoratori, i clienti e i fornitori».(e.b.)
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