Santa Croce, una nuova offensiva

25 Aprile 2018

Il patron Colella cita ancora la Regione per la mancata proroga

CANISTRO. Nuova offensiva legale contro la Regione Abruzzo messa in atto dalla società Santa Croce, ex concessionario della sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro.
Lo scopo è il riconoscimento dei propri diritti e di tornare a imbottigliare in regime di proroga, in attesa dell’espletamento del bando, acqua minerale a Canistro, «come accade per la Gran Guizza spa, nella sorgente Valle Reale di Popoli e San Benedetto in Perillis». La «parità di trattamento» viene perseguita con istanze, diffide legali e accessi agli atti sulle procedure legate ai due bandi delle importanti concessioni «caratterizzate da ritardi e illegittimità». L’annuncio è stato fatto dal patron Camillo Colella, che da anni ha ingaggiato un serrato contenzioso con l’ente regionale, avendo impugnato tutti gli atti che hanno causato la estromissione dalla sorgente di Canistro. «Ancora una volta denunciamo i due pesi e le due misure che la Regione sta attuando nei miei confronti, rispetto ai due concorrenti Norda e Gran Guizza», afferma l’imprenditore molisano, «e questo non fa altro che aumentare la portata del risarcimento danni che, tra breve, si troverà a contrastare l’ente Regione, che farà pagare gli abruzzesi i comportamenti amministrativi scorretti». La Santa Croce ha chiesto un’autorizzazione provvisoria all’imbottigliamento, in attesa della definizione della gara datata 15 dicembre 2016, considerando che da anni la preziosa acqua va nel fiume provocando, secondo l'azienda, un danno erariale per gli abruzzesi. (p.g.)
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