Santa Maria a Graiano, al via l’iter per l’affidamento dei lavori

Fontecchio, per il primo lotto della ristrutturazione dell’antica chiesa previsti 400mila euro L’edificio sacro faceva parte di un importante monastero benedettino risalente all’anno Mille
FONTECCHIO. Avviata, da parte del Segretariato regionale per i Beni culturali, la procedura per la scelta dell’impresa a cui affidare i lavori di messa in sicurezza, riparazione, consolidamento e restauro della chiesa-monastero di Santa Maria a Graiano che si trova nella frazione di San Pio di Fontecchio. L’importo dei lavori del primo lotto è di circa 400mila euro. Nella determina del Segretariato si sottolinea che «lo stato di danneggiamento della chiesa e del complesso monastico richiede interventi urgentissimi per evitare la perdita dell’importante insediamento benedettino di epoca medievale». L’affidamento dei lavori avverrà con procedura negoziata «senza pubblicazione del bando di gara, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, individuati tramite l’elenco a disposizione della stazione appaltante nella piattaforma telematica dedicata. L’aggiudicazione avverrà sulla base del criterio del prezzo più basso. Le lavorazioni previste nel progetto dovranno essere svolte entro 150 giorni naturali e consecutivi, salvo adeguate e motivate esigenze che possano intervenire durante lo svolgimento del cantiere».
«Nello stordimento di finanziamenti per opere pubbliche che stiamo vivendo», afferma il sindaco di Fontecchio Sabrina Ciancone, «alcuni restauri sono particolarmente significativi. In una comunità piccola come la nostra, che sta lavorando per disegnare una fisionomia nuova ma coerente e rispettosa delle importanti tracce della sua storia, i lavori a Santa Maria a Graiano sono una tappa importante. Le infrastrutture sociali e culturali che stiamo attrezzando comprendono anche la chiesa e il convento di San Pio di Fontecchio». La chiesa è nota soprattutto perché ospitava la cosiddetta Madonna de Ambro oggi al Munda. Fu “battezzata” de Ambro per la misteriosa iscrizione che si legge nella parte inferiore. «Databile tra la fine del II e la prima metà del XIII secolo» affermano gli storici dell’arte, «l’icona è una tempera dipinta su un fine tessuto applicato su tavola». La chiesa è un antico edificio sacro che faceva parte di un importante monastero benedettino che, fin dalla fondazione intorno all’anno Mille, era dedicato a San Mauro. (g.p.)
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