Santa Maria Paganica modifiche al progetto Il restauro non parte

I tempi, per il direttore dei lavori Ciciotti, sono ormai stretti: «Procedura di gara entro l’anno per via di vincoli finanziari»
L’AQUILA. Slittano ancora i lavori per il restauro di Santa Maria Paganica, uno dei simboli della devastazione del terremoto. Dopo mesi di studio, è stato presentato alla diocesi, da parte del gruppo di progettazione, un nuovo elaborato parzialmente modificato rispetto all’originale predisposto lo scorso anno.
«Prima che possa partire la gara d’appalto, il progetto esecutivo, in corso di valutazione da parte della Soprintendenza, dovrà avere anche l’assenso della diocesi», spiega il direttore dei lavori, Augusto Ciciotti. «È già stata convocata una riunione per la presentazione del nuovo progetto. Adesso siamo in attesa dell’approvazione formale».
SLITTAMENTO DEI LAVORI
La realizzazione dei nuovi elaborati e tutti i necessari passaggi successivi hanno dunque ritardato l’avvio delle opere, previsto per questo periodo. «Abbiamo tempi molto stretti», spiega Ciciotti, «anche per via dei vincoli finanziari: entro l’anno va definita la procedura di gara».
TRE PROGETTI
Per arrivare al progetto definitivo, l’iter è stato piuttosto lungo. Un primo progetto era stato commissionato dalla diocesi, proprietaria dell’edificio, subito dopo il terremoto, ma nel 2015 la competenza delle chiese è passata al Ministero. L’elaborato era stato dunque revisionato e approvato anche dagli uffici del Segretariato regionale ai beni culturali e della Soprintendenza e presentato a luglio 2021. A settembre scorso, tuttavia, il segretario regionale Nicola Macrì – che inizialmente aveva assunto il ruolo di rup “ereditandolo” dal predecessore, Stefano D’Amico – ha deciso di lasciare l’incarico al collega Francesco Longobardi che, insieme al gruppo di progettazione, ha voluto apportare alcune modifiche al progetto. Intanto, c’è stato anche un cambio al vertice della Soprintendenza. La nuova responsabile, Cristina Collettini, ha ritenuto di valutare e revisionare il progetto che era stato predisposto dal gruppo di progettazione della parrocchia e di dare ulteriori indicazioni per migliorare l’elaborato. Nei mesi scorsi, dunque, il nuovo progetto, con alcune variazioni rispetto ai precedenti.
I FONDI
C’è anche da risolvere la questione della copertura finanziaria. Attualmente, infatti, sono a disposizione appena 5.400.000 euro, derivanti dal progetto “L’Aquila centro storico” che comprende anche il duomo e le mura. Con questa copertura si potrà portare a termine soltanto un primo lotto di lavori: la chiesa complessivamente, infatti, avrebbe bisogno di un intervento di circa 20 milioni. «Ci sono rassicurazioni del Ministero sull’inserimento di questi fondi nella nuova programmazione economica», continua Ciciotti. «Ci auguriamo dunque di averli presto a disposizione».
LA NUOVA CHIESA
L’intervento previsto nel nuovo progetto, come anche nei precedenti, sarà rispettoso della storia della chiesa. Si procederà sulla base di dati fotografici, bibliografici e documentali, per riproporre la spazialità così com’era, ma saranno introdotte necessariamente integrazioni: ci sono ampie porzioni di murature da ricostituire per garantire la stabilità di tutto l’edificio.
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