«Santilli non può fare il sindaco» Il prefetto conferma il blocco

20 Marzo 2021

Per Torraco il divieto di dimora a carico del primo cittadino non gli consente di esercitare la funzione La difesa punta su due opzioni: il ricorso in Cassazione o la richiesta di revoca della misura al gip

CELANO. Fino a quando non sarà revocato il divieto di dimora a Celano, Settimio Santilli non può esercitare le funzioni di sindaco. È quanto stabilito dal prefetto Cinzia Torraco a conferma della sospensione dalla carica del primo cittadino. Una decisione che arriva dopo la misura restrittiva disposta dal tribunale del riesame dell’Aquila che ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco. In sostanza, secondo il prefetto, se Santilli non può raggiungere la sede di Celano, non può svolgere le funzioni amministrative, per cui resta sospeso fino a quando il provvedimento non sarà revocato, anche se di fatto è ancora in carica.
La difesa, intanto, si prepara a nuove azioni, ma le avvierà solo dopo aver letto le motivazioni del tribunale della Libertà, che dovrebbero arrivare entro due settimane. Per ora, insomma, la situazione a Celano resta bloccata. Con provvedimento datato 22 febbraio 2021 è stata dichiarata la sospensione di diritto di Santilli dalla carica di sindaco, ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 2012. Un provvedimento arrivato a seguito dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Avezzano, Maria Proia, il 15 febbraio. «Il 12 marzo 2021», ha scritto il prefetto Torraco, «è stata emessa dal tribunale del riesame dell’Aquila l’ordinanza che ha disposto nei confronti del sindaco Santilli la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con il divieto di dimora nel Comune di Celano». Secondo il prefetto quindi, «l’articolo 2 del decreto legislativo prevede che la sospensione di diritto consegue quando è disposta l’applicazione di una della misure coercitive di cui all’articolo 283 del codice di procedura penale, quando il divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale». Per cui Torraco ha chiarito che, nel caso di Santilli, «sussistono i presupposti per la sospensione dalla carica ricoperta» e di conseguenza ha confermato «la vigenza della sospensione di diritto, a termini di legge, dalla carica di sindaco, fino al perdurare della misura». Il commissario ha così incaricato il segretario comunale reggente a scavalco di «dare urgente comunicazione del presente atto ai consiglieri del Comune di Celano». A questo punto alla difesa, rappresentata dal legale Antonio Milo, restano due strade. Una è quella di presentare ricorso in Cassazione avverso la sentenza del tribunale del riesame. L’altra, più probabile, è quella di presentare una richiesta di revoca della misura al giudice per le indagini preliminari che ha emesso l’ordinanza di misura cautelare per 25 persone, tra cui anche l'ex vicesindaco Filippo Piccone, anche lui attualmente sottoposto al divieto di dimora a Celano. Anche in questo caso il difensore sta però attendendo di conoscere le motivazione del Riesame per poi decidere il da farsi.
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