Santo Spirito, la gestione a Italia Nostra

Il Parco della Majella affida l’eremo celestiniano alle cure dell’associazione, ora si guarda all’Unesco
SULMONA. Sarà Italia Nostra a gestire l’eremo di Santo Spirito sul Morrone. L’affidamento è il frutto di un accordo tra il Parco nazionale della Majella e il sodalizio che vanta 170 sezioni di tutela dei beni artistici italiani. Il sistema degli eremi e delle abbazie presenti nel Parco della Majella rappresenta una meta irrinunciabile per gli appassionati di turismo religioso e non solo. Il contesto ambientale e sociale in cui è inserito consente di costruire dei veri e propri pacchetti turistici. Il sistema della fruizione è garantito anche dal “Sentiero dello spirito” che attraversa l’intero Parco, proponendo scenari con ambienti naturali incontaminati e contesti culturali ispirati all’enogastronomia tipica e alla calda ospitalità dei borghi di montagna. I rispettivi presidenti del Parco, Franco Iezzi, e di Italia Nostra, Marco Parini, si sono incontrati per mettere in pratica questa collaborazione, che è già stata sperimentata nei mesi scorsi nell’organizzazione della mostra “Domus naturae domus Christi” ai Musei Vaticani. Ma l’accordo non si ferma qui e intende essere il primo passo per la valorizzazione del sistema degli eremi celestiniani che di recente il Parco ha proposto per il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Richiesta che trova fondamento anche in occasione dell’imminente giubileo.
«Il giubileo è senza dubbio un’importante occasione per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale-religioso del Parco», interviene Iezzi, «e l’opportunità di collaborare con partner di rilievo nazionale e internazionale, come Italia Nostra, consentirà senza dubbio di avere un valore aggiunto per incrementare il potenziale attrattivo dell’Abruzzo. L’associazione Italia Nostra, con le sue oltre 170 sezioni ma soprattutto con il suo programma di tutela e valorizzazione dei beni monumentali italiani rappresenta un partner privilegiato per l’ente Parco».
Intanto, è chiuso da 5 anni lo chalet ai piedi dell’eremo sul Morrone. La struttura è chiusa dal 21 maggio del 2010, dopo l’ordinanza con cui l’ex sindaco Fabio Federico dispose l’impraticabilità del sentiero dopo la caduta di alcuni massi. Il 21 maggio dello stesso anno venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi.
Federica Pantano
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