Santo Stefano di Sessanio, la seconda casa degli inglesi è qui

Aumentano gli investimenti nel borgo recuperato con l'albergo diffuso Sextantio, ne parla anche "The Guardian". E intanto all'imprenditore Daniele Kihlgren, che ha esportato il suo progetto anche a Matera, l'Università di Tor Vergata ha conferito oggi la laurea honoris causa in recupero di Beni culturali
SANTO STEFANO DI SESSANIO. Un portale immobiliare dedicato a stranieri che vogliono comprare una seconda casa in Italia rileva nel 2015 una crescita continua delle richieste per immobili in Abruzzo, in particolare con riferimento al mercato inglese. E Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila), 1250 metri di quota nel Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, finisce su "The Guardian". La testata inglese punta l'attenzione sul borgo medievale a pochi chilometri dall'Aquila e a un'ora e mezzo da Roma, inserendolo in una rubrica sul settore immobiliare che raccoglie originalità, stranezze e peculiarità sparse nel mondo. Qui nel 2004 l'imprenditore italo-svedese abruzzese d'adozione, Daniele Elow Kihlgren, coronando un sogno nato negli anni '90, trasformò l'agglomerato in suggestivo albergo diffuso, dopo aver acquistato parte degli edifici abbandonati. «Nel caso di Santo Stefano di Sessanio - commenta Walter Di Martino, responsabile della Comunicazione del portale immobiliare Gate-away.com - l'interesse dei media inglesi è triplice: il recupero di un borgo antico oramai decadente che attrae investimenti e sviluppa turismo di qualità; l'esclusività del luogo, in termini anche di distanze e percorrenze, che lo colloca in uno scenario quasi fantastico; la storia dei luoghi, recuperati con materiali originali, unita al fascino del paesaggio abruzzese a tratti duro, ma generoso».
A Kihlgren intanto l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha conferito, e consegnato oggi, il titolo di Dottore di ricerca honoris causa in Beni culturali e territorio, avendo attraverso la pratica dell'hotel diffuso contribuito in maniera determinante anche al recupero dei Sassi di Matera, dove l'esperimento Sextantio è stato portato avanti nel Sasso Baresano (grotte della Civita) proprio come fatto a Santo Stefano di Sessanio, ma nelle grotte. Un riconoscimento importante allo spirito imprenditoriale e culturale di Kihlgren, che attraverso la Fondazione Sextantio aiuta anche i bambini del Rwanda mandando fondi per la vaccinazione e la scolarizzazione. Proprio a Santo Stefano di Sessanio dal 10 al 12 marzo prossimi si terrà il workshop "Dal territorio all'architettura dei luoghi. Rigenerazione e recupero sostenibili in ambito rurale e montano" per parlare di rigenerazione territoriale - dall'analisi delle modalità di approccio progettuale e delle diverse finalità di intervento in contesto urbano o in centri abitati minori all'organizzazione delle risorse locali - con attenzione al caso studio di eccellenza rappresentato dall'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio.

