Santo Stefano di Sessanio, scomparsi i turistiCastelvecchio Calvisio: centro ancora puntellato

Nel regno di Kihlgren sono spariti i pullman di turisti e serve un milione di euro per rifare la torre crollata. A Castelvecchio Calvisio inagibili il 50 per cento di immobili del borgo vecchio
SANTO STEFANO DI SESSANIO. Nel paese da 200 posti letto e meno di 100 residenti ora c'è parecchia nostalgia di quei pullman che s'inerpicavano su queste balze per scaricare file disordinate di gente lasciata a passeggiare nella piazzetta medicea, a sostare all'ombra della torre e a fare acquisti nelle bottegucce. Niente di tutto questo. Oggi che la torre è crollata resiste solo l'albergo diffuso di Kihlgren.
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Il centro storico di Santo Stefano di Sessanio è tutto riaperto ma è disabitato. È il primo giorno di tepore. Fino a due giorni fa è nevicato. Per strada, insieme all'assessore Giuliano Montanucci, s'incrociano quattro turisti che, macchina fotografica al collo, si fermano a guardare «le 5 palle dei Medici», lo stemma che campeggia appena si entra nel borgo vecchio. Il cane Pallino si stiracchia. C'è tanta voglia di fare, sì, ma tra una circolare e un'altra la macchina della ricostruzione stantuffa a fatica. «Ci servono risorse certe e chiarezza sulle regole», dice l'assessore comunale. «La ricostruzione, laddove sarà possibile, sarà affidata a grandi personalità. Le buone intenzioni ci sono, ma tra leggi e leggine non si sa quando e come ripartire». Chi non si è fermato col progetto di albergo diffuso e con l'attività immobiliare è Daniele Kihlgren, l'imprenditore italo-svedese, il cui progetto continua a camminare coi matrimoni, i meeting e gli ospiti internazionali. Come confermano al bureau della Sextantio, 12 delle 27 camere sono prenotate e l'attività va avanti senza soste. La stanza bianca è vuota. Dentro, lenzuola e coperte originali, recuperate dalla «dote» delle ragazze del posto. Il Comune, che si prepara anche al voto amministrativo di maggio, sta affrontando i discorsi relativi agli aggregati. I danni sono ingenti, come quelli alla Casa del capitano, con fondi per un milione prima stanziati e ora diventati dall'incerto destino, e a quello che chiamano carcere. Molti edifici sono puntellati. Uno di questi cantieri per i puntellamenti è sotto sequestro per un'inchiesta che, tuttavia, non riguarda gli amministratori comunali. Un ulteriore rallentamento a una ricostruzione che appare oltremodo complicata. «Tutte le pietre della torre, che è crollata in un secondo momento, come riferito da un testimone, e non alla prima forte scossa, sono state recuperate e catalogate: serviranno per ricostruirla», assicura Montanucci.
A CASTELVECCHIO. Silenzio irreale e gatti padroni assoluti del centro storico di Castelvecchio Calvisio dove la mattonella «La mia casa è aperta al sole, agli ospiti e agli amici» fa a pugni con la realtà del 50 per cento di immobili inagibili del borgo vecchio.
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La principale preoccupazione del sindaco Dionisio Ciuffini. «Avviare la ricostruzione e placare i contrasti sociali, queste le cose che stiamo cercando di risolvere».
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Il centro storico di Santo Stefano di Sessanio è tutto riaperto ma è disabitato. È il primo giorno di tepore. Fino a due giorni fa è nevicato. Per strada, insieme all'assessore Giuliano Montanucci, s'incrociano quattro turisti che, macchina fotografica al collo, si fermano a guardare «le 5 palle dei Medici», lo stemma che campeggia appena si entra nel borgo vecchio. Il cane Pallino si stiracchia. C'è tanta voglia di fare, sì, ma tra una circolare e un'altra la macchina della ricostruzione stantuffa a fatica. «Ci servono risorse certe e chiarezza sulle regole», dice l'assessore comunale. «La ricostruzione, laddove sarà possibile, sarà affidata a grandi personalità. Le buone intenzioni ci sono, ma tra leggi e leggine non si sa quando e come ripartire». Chi non si è fermato col progetto di albergo diffuso e con l'attività immobiliare è Daniele Kihlgren, l'imprenditore italo-svedese, il cui progetto continua a camminare coi matrimoni, i meeting e gli ospiti internazionali. Come confermano al bureau della Sextantio, 12 delle 27 camere sono prenotate e l'attività va avanti senza soste. La stanza bianca è vuota. Dentro, lenzuola e coperte originali, recuperate dalla «dote» delle ragazze del posto. Il Comune, che si prepara anche al voto amministrativo di maggio, sta affrontando i discorsi relativi agli aggregati. I danni sono ingenti, come quelli alla Casa del capitano, con fondi per un milione prima stanziati e ora diventati dall'incerto destino, e a quello che chiamano carcere. Molti edifici sono puntellati. Uno di questi cantieri per i puntellamenti è sotto sequestro per un'inchiesta che, tuttavia, non riguarda gli amministratori comunali. Un ulteriore rallentamento a una ricostruzione che appare oltremodo complicata. «Tutte le pietre della torre, che è crollata in un secondo momento, come riferito da un testimone, e non alla prima forte scossa, sono state recuperate e catalogate: serviranno per ricostruirla», assicura Montanucci.
A CASTELVECCHIO. Silenzio irreale e gatti padroni assoluti del centro storico di Castelvecchio Calvisio dove la mattonella «La mia casa è aperta al sole, agli ospiti e agli amici» fa a pugni con la realtà del 50 per cento di immobili inagibili del borgo vecchio.
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La principale preoccupazione del sindaco Dionisio Ciuffini. «Avviare la ricostruzione e placare i contrasti sociali, queste le cose che stiamo cercando di risolvere».
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