Santuario di Roio, ancora un anno di lavori

18 Ottobre 2021

I residenti rivogliono il luogo sacro caro alla devozione popolare, ma i tempi di restauro si allungano

L’AQUILA. Entro il prossimo anno si potrà tornare a varcare la soglia del santuario di Santa Maria della Croce a Roio. Un momento molto atteso dagli abitanti, che chiedono da anni la riapertura di uno dei luoghi simbolo per la comunità e che sono tornati a far sentire in questi giorni la propria voce, in occasione della ricorrenza dell’incoronazione della statua della Madonna di Roio, avvenuta il 15 ottobre 1944. «Un mare di folla riempì il centro della città dell'Aquila, da Roio in processione accorse tutta la popolazione che al termine della celebrazione riportò nel suo Santuario la statua della Madonna», raccontano gli abitanti della zona. «È tempo che anche ora torni nel suo Santuario roiano, dopo anni di esilio forzato. Il Santuario può e dev’essere riaperto». Perché questo avvenga, tuttavia, bisognerà attendere ancora diversi mesi, secondo il responsabile unico del procedimento Augusto Ciciotti.
IL PRIMO LOTTO
È stato completato, infatti, soltanto un primo lotto di lavori, grazie a un finanziamento di un milione e mezzo di euro da parte della Regione Liguria che all’indomani del sisma aveva messo a disposizione la cifra per il restauro. Il cantiere aveva preso il via nell’aprile del 2014 ed è terminato nel 2017.
IL RESTAURO DEGLI APPARATI
«In quell’occasione avvenne il consolidamento strutturale della chiesa e il restauro delle superfici voltate», spiega l’architetto Ciciotti. «Ora dobbiamo completare il restauro dal cornicione di imposta delle volte a terra, compresa la zona dell’altare principale con i marmi, gli stucchi, gli intonaci, alcuni lacerti di affresco. Un intervento molto delicato, prevalentemente di tipo storico-artistico».
OBIETTIVO 2022
«Puntiamo a definire il progetto di quest’ultimo lotto entro fine anno», continua l’architetto. «Se tutto filerà liscio per primavera riusciremo ad avviare il cantiere e a chiuderlo con 6/8 mesi, entro il 2022». Per quest’ultima tranche di lavori c’è stato uno stanziamento di un milione avvenuto nel 2017 con delibera Cipe. In quell’anno c’è stata anche una parziale riapertura, in occasione della visita di una delegazione, che aveva fatto ben sperare sulla riconsegna alla comunità. Nel 2020 il consigliere comunale Stefano Palumbo propose un ripristino dell’edificio in occasione dei 40 anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II, che proprio a Roio Poggio fece tappa il 30 agosto 1980. Ma i tempi sembrano essere più lunghi.
UN RESTAURO DELICATO
«È un restauro delicato», spiega Ciciotti, «non può essere fatto di fretta». L’edificio, risalente nel suo aspetto attuale al XVII secolo, è stato gravemente danneggiato dal sisma, con lesioni diffuse sulle murature, distacco della facciata dal corpo di fabbrica e crolli soprattutto nell’apparato decorativo interno.
una lunga STORIA
Il luogo è molto amato dagli abitanti di tutta la città e in particolare dai roiani, anche per la storia che rievoca: fu edificato nel 1625 come ampliamento della medievale chiesetta di San Leonardo e sul luogo di un’apparizione della Vergine Maria. È posto sulla sommità di Poggio di Roio di fronte a una Croce che la leggenda vuole portata da alcuni cavalieri di ritorno da una crociata in Terra Santa. Successivamente divenne luogo di pellegrinaggio per effetto di alcuni miracoli invocati e risolti dalla Madonna della Croce di cui il Santuario conservava la statua cinquecentesca fatta realizzare ancora prima dell’edificazione della chiesa. La facciata è stata dipinta all’esterno da Giacomo Farelli; l’interno ha cappelle e altari decorati da marmi, stucchi e apparati pittorici che raccontano la storia del Santuario e delle apparizioni miracolose che lo hanno fatto diventare, nei secoli, luogo di intensa spiritualità.