Santuario, via al restauro degli apparati decorativi

L’edificio sacro, visitato nel 1980 da Papa Wojtyła, tornerà agibile entro l’anno Previsto anche il recupero di affreschi e tele, nonché la sistemazione del sagrato
L’AQUILA. Ieri mattina a Roio Poggio sono stati consegnati i lavori del secondo lotto per il restauro degli apparati decorativi del santuario Santa Maria della Croce. Se tutto filerà liscio lo storico edificio sacro – caro ai roiani, ma anche a tutti gli aquilani – tornerà agibile entro l’anno. Alla consegna hanno presenziato, tra gli altri, l’architetto Augusto Ciciotti del segretariato beni culturali e responsabile unico del procedimento e il parroco don Osman Prada. Prevista anche la ripavimentazione del sagrato.
I LAVORI
I lavori erano stati affidati un paio di mesi fa, con una determina, all’impresa Mimarc dell’Aquila per un totale di 474.815 euro. Riguardano, come detto, il restauro degli apparati decorativi ma anche il consolidamento dei marmi e il restauro di quattro affreschi e alcune tele, dell’organo e di un pregiatissimo mobile della sacrestia. Nel contratto è scritto che «il servizio oggetto dell’affidamento dovrà essere espletato nel termine massimo di 178 giorni naturali e consecutivi», in pratica 6 mesi. Trattandosi di lavori da fare prevalentemente all’interno non ci dovrebbero essere intoppi. Quindi a Natale – a Roio sperano anche prima – il santuario riaprirà.
LA VICENDA
Il terremoto del 2009 ha colpito pesantemente il Santuario dedicato a Santa Maria della Croce e grazie alla Regione Liguria è stato possibile procedere in tempi ragionevoli al consolidamento e restauro. La Liguria fece una donazione di un milione e mezzo di euro. Il cantiere (primo lotto) è stato consegnato nel 2014 e i lavori sono consistiti nella riparazione dei danni strutturali e l’adeguamento sismico dell’edificio. Inoltre è stato, ma solo in parte, restaurato l’apparato decorativo sia interno che esterno. Nell’aprile 2017 il santuario è stato riconsegnato e aperto per un solo giorno alla presenza di rappresentanti della Regione Liguria che presentarono i lavori eseguiti. I problemi e le lungaggini sono nate per il secondo lotto. Il santuario dal 2017, salvo che per qualche evento eccezionale, è rimasto chiuso. Ora, dopo sei anni, la svolta.
LA STORIA
All’interno del santuario c’era – e tornerà a esserci – una preziosa statua della Madonna. La statua, secondo la tradizione, fu trovata da un pastore di Lucoli, nel 1578 in località Tressanti (Foggia) durante la transumanza. Gli altri pastori decisero di attendere la primavera per riportarla con loro sul dorso di un mulo. Sulla via del ritorno, quando giunsero a Roio, davanti alla chiesetta di San Leonardo, il mulo che trasportava la sacra immagine s’inginocchiò e non volle proseguire. I pastori allora la portarono a spalla a Lucoli, ma il giorno dopo la statua sparì e fu ritrovata a Poggio di Roio, dove il mulo si era fermato, e lì fu deciso di edificare il santuario mariano dove custodirla. Il 30 agosto 1980 il santuario fu visitato da Giovanni Paolo II. In quell’occasione il pontefice fu accompagnato dai cardinale Carlo Confalonieri e Corrado Bafile.
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