Sassa, spazi sociali nell’ex scuola media

Approvato dalla giunta comunale il progetto per riqualificare l’edificio da destinare alla comunità locale
L’AQUILA. La giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la rifunzionalizzazione degli spazi e degli immobili dell’ex scuola media di Sassa. Al posto della scuola (la media andrà nel futuro polo scolastico) saranno realizzati spazi a servizio della comunità. La decisione dell’amministrazione va nella direzione del masterplan «presentato nel 2015 dopo una ampia discussione fra i residenti della frazione», come ricorda anche il responsabile del circolo Pd di Sassa Quirino Crosta. Nella delibera si legge “che l’amministrazione comunale è proprietaria dell’ex sito scolastico di Sassa-via della Stazione, ove era ubicata la scuola media, danneggiata in conseguenza del sisma del 6 aprile 2009. Il progetto di recupero della ex scuola media di Sassa”, è scritto, “si inserisce nell’ambito degli interventi di riqualificazione e ristrutturazione degli immobili esistenti attraverso la demolizione dei fabbricati inagibili del medesimo complesso scolastico, con il recupero del corpo ex palestra e la rifunzionalizzazione degli spazi pubblici annessi e a oggi non utilizzati. La strategia di intervento è orientata verso una rifunzionalizzazione dell’area attraverso una rigenerazione urbana. Si prevede la sostituzione con un organismo edilizio contemporaneo, attento alla sostenibilità ambientale e alla qualità spaziale, che ospiterà aree fruibili da tutta la cittadinanza. La proposta consiste nella conservazione e ammodernamento dell’attuale blocco palestra, nella realizzazione di un blocco dedicato alla reintegrazione sociale e alla realizzazione di un palazzetto dello sport, in cui verranno convogliate attività di ristoro. L’area esterna sarà caratterizzata da spazi ad uso comune, quali area fitness, zona pranzo, aree ricreative, piazza, aree verdi e percorso vita”. Il costo dei lavori così come emerge dal quadro economico allegato è di circa 6,5 milioni. I fondi potranno essere ottenuti da una legge di fine dicembre 2019 che ha istituito un “programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, finalizzato a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici”. Con la delibera quindi si approva sia il progetto di fattibilità che “la partecipazione alla procedura di accesso al finanziamento”.

