Sbic, Forza Italia e Di Nino: «Un errore le dimissioni»

SULMONA. Le dimissioni contro il via libera alla centrale Snam sono un errore per Sbic, Forza Italia e Italica. «Da 18 mesi siamo in minoranza», fanno notare da Sbic, «da sempre diciamo che questa...
SULMONA. Le dimissioni contro il via libera alla centrale Snam sono un errore per Sbic, Forza Italia e Italica. «Da 18 mesi siamo in minoranza», fanno notare da Sbic, «da sempre diciamo che questa maggioranza non ha la forza, la capacità, la visione per governare. E lo ribadiamo anche ora che la sindaca ha compiuto il passo meno comprensibile. Non ci si dimette durante uno scontro, non è così che si costruiscono politiche che tendano a fare del confronto con altre Istituzioni un punto di forza del territorio. Un’idea, quella delle dimissioni, che non ha niente a che vedere con le necessità di una città che ambisce al ruolo guida di un intero comprensorio». Dello stesso avviso la segreteria di Forza Italia. «Il sindaco si dimetta per i suoi fallimenti amministrativi, anziché approfittare della vicenda della centrale Snam che in questo momento appare solo il terreno per mettere in scena una pantomima dall’esito scontato, cioè il ritiro delle sue dimissioni» , fa notare il segretario azzurro Antonio Menchinelli. «E’ l’assoluta mancanza di risultati sulle principali questioni della città, frutto di un’amministrazione pasticciata», prosegue, «a dover determinare il suo disimpegno dalla gestione della cosa pubblica. Accettazione passiva del declassamento dell’ospedale, paralisi della macchina amministrativa, servizio refezione scolastica nel caos, sono solo alcuni dei fallimenti di questa amministrazione». Critico anche Alberto di Giandomenico, coordinatore del movimento Italica, che domanda: «Cosa va a fare il sindaco, con altri 22 primi cittadini a Roma, da Gentiloni? A consegnare la fascia, ma a chi?». Contro le dimissioni il sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino. «Le dimissioni» ha detto, «non rappresentano uno strumento efficace perché le comunità devono avere una guida decisa e non commissari di governo, soprattutto in questa delicata vicenda». (f.p.)
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