Scacco ai signori della cocaina: 11 arresti, ricercati due latitanti

29 Febbraio 2020

Droga dal nord Italia via Colombia venduta a centinaia di marsicani, clienti anche da Chieti e Rieti  L’emporio in una casa di San Pelino Vecchio. Sequestrati 45mila euro nello sciacquone del bagno

AVEZZANO. Nelle narici di centinaia di clienti perlopiù marsicani, in nemmeno tre mesi, sono passati 4 chili di cocaina purissima per un valore stimato di 360mila euro. Professionisti, impiegati, commercianti, studenti, imprenditori o nullafacenti che da Avezzano, Celano, Luco e altri paesi della piana del Fucino, ma anche dalla Valle Roveto e dalle province di Chieti e Rieti, si rifornivano in quello che era diventato una sorta di emporio della droga di alta qualità. Cocaina con una purezza fino al 96% che poteva essere acquistata in una casetta in legno nella frazione avezzanese di San Pelino Vecchio, trasformata, come evidenziato dagli investigatori, «in un Mc Drive dello spaccio», con auto che facevano una breve sosta davanti al cancello e col cliente di turno che allungava un braccio, si riforniva, pagava 50 euro e si dileguava. Un’attività aperta giorno e notte, dove la parola d’ordine era appunto alta qualità, perché fino ad allora, come emerso da un’intercettazione, «ad Avezzano c’era solo roba scadente».
Il passaparola tra la clientela ha garantito la riuscita dell’impresa: 50 cessioni di cocaina al giorno, circa 3.500 da settembre e fino al blitz della Finanza datato 18 novembre 2019.
Temendo di far saltare l’operazione iniziata ad agosto – la casetta in via Ugo de Tiberis al civico 163 era monitorata da speciali telecamere, mentre sulle auto degli spacciatori erano stati installati segnalatori Gps – le Fiamme gialle hanno deciso di entrare in azione arrestando due persone e trovando droga abilmente nascosta in una parabola per la tv satellitare, oltre a 15.754 euro in contanti.
All’alba di ieri l’epilogo dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. Dieci le misure cautelari chieste dal gip, otto quelle eseguite dai militari guidati dal capitano Luigi Falce. Altri tre arresti sono stati compiuti in flagranza durante una delle 12 perquisizioni.
In carcere sono finiti i magrebini Abdellatif Atifi, 41 anni, Rachid Atifi, 27, Farah Badi, 34, Mohammed Najim, 32, Abdelhadi Najim, 44, tutti residenti ad Avezzano, Hamid Draoui, 29 anni, residente a Celano, e Abdellah Guermouma, 30enne residente in Spagna. Tra molti di loro ci sono dei vincoli di parentela.
Ai domiciliari si trova Claudia Di Loreto, 28 anni, di Avezzano, compagna del principale indagato, Abdellatif Atifi. Due stranieri colpiti da ordine di carcerazione sono latitanti.
Tre gli arresti scattati in un alloggio di via Morse (traversa di via Pertini): Samir Ennaj, 28 anni, Enouri Ahmed, 40, e Mohammed Najim, 50. Con loro avevano 45mila euro in contanti avvolti nel cellophane e nascosti nello sciacquone del bagno, 220 grammi di hascisc e 1 grammo di cocaina, oltre a un apparecchiatura per il sottovuoto (doveva servire a confezionare il denaro per sfuggire al fiuto dei cani).
Ma un’appendice di questa operazione che ha inferto un durissimo colpo soprattutto ai consumatori marsicani c’era stata il 30 settembre scorso quando una Bmw venne intercettata a Brescia, in Lombardia: a bordo Badi, uno dei magrebini colpiti dall’ordinanza, e l’avezzanese Enrico D’Orazio. Furono arrestati con 1 chilo e 64 grammi di cocaina.
Stando a quanto emerso nel corso dell’indagine, infatti, la casetta di San Pelino Vecchio veniva rifornita settimanalmente da appositi corrieri che compivano i viaggi dietro adeguato compenso. Lo stupefacente proveniva in gran parte dal nord Italia, trasportato fin lì da narcotrafficanti della Colombia.
Atifi era l’organizzatore, colui che aveva investito il proprio denaro e curava gli acquisti di droga. Guermouma, invece, gestiva materialmente le operazioni di spaccio e la lavorazione della cocaina grezza. Quest’ultimo, però, stando a quanto emerso dalle indagini, stava progettando di mettersi in proprio, cercando un altro canale di approvvigionamento in Spagna, tanto andavano bene gli affari nella Marsica.
L’operazione scattata all’alba di ieri ha visto l’impiego di un centinaio di finanzieri, 12 cani antidroga o specializzati nella ricerca di banconote e un elicottero della sezione aerea delle Fiamme gialle di Pescara che per ore ha sorvolato la Marsica, buttando giù dal letto i troppi consumatori di un mercato mai in crisi.
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