Scanno, in tanti per l’ordinazione del giovane diacono Tarullo

SCANNO. La diocesi di Sulmona ha un nuovo diacono. Il 25enne Giacomo Tarullo, di Scanno, ha legato ieri la sua vita a quella della Chiesa ed ha ricevuto l’ordine nella sua parrocchia, gremita di...
SCANNO. La diocesi di Sulmona ha un nuovo diacono. Il 25enne Giacomo Tarullo, di Scanno, ha legato ieri la sua vita a quella della Chiesa ed ha ricevuto l’ordine nella sua parrocchia, gremita di gente, di Santa Maria della Valle. L’ordinazione è stata conferita al giovane seminarista dal vescovo, monsignor Michele Fusco. Al suo fianco, visibilmente commosso, don Carmelo Rotolo, il parroco di Scanno che ha accompagnato, giorno dopo giorno, la vocazione di Giacomo maturata proprio in ambito parrochiale. Al primo banco i genitori del ragazzo, Piermassimo e Giovanna, le sorelle Donatella e Silvia, i parenti e poi tanti sacerdoti della Valle Peligna, oltre agli amici seminaristi che hanno voluto partecipare alla cerimonia. «Nell’ambito di questa solennità liturgica», ha detto il vescovo Fusco, «è per me motivo di grande gioia accogliere tra i diaconi il carissimo Giacomo Tarullo. Mi rivolgo a te con grande affetto e partecipazione, perché tu apra ora tutta la tua vita alla speciale effusione dello Spirito Santo». Giacomo, studente dal 2012 del Pontificio seminario di San Pio X a Chieti, è stato ammesso agli ordini sacri del diaconato e presbiterato due anni fa da monsignor Angelo Spina, ex vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, che presenziò alla celebrazione di accettazione e vestizione dell’abito talare. Ieri, invece, per Giacomo è stato il giorno dell’ordinazione, sancita dal vescovo con il tradizionale rito della “chiamata” seguito dall’esclamazione “eccomi” da parte del giovane seminarista. Attimi emozionanti, poi il lungo e fragoroso applauso dei fedeli.
Il presbitero ha poi ricevuto da ciascun sacerdote un abbraccio, in segno di riconoscimento della dignità sacerdotale. «Spero di diventare una persona migliore», ha detto il nuovo diacono a conclusione della cerimonia, «ma voglio ringraziare la mia famiglia per essermi stata sempre vicino nel lungo percorso di preparazione». (m.lav.)
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