Scanno, minoranza attacca: «Inerzia senza precedenti»

Scontro sul mancato via libera entro i termini del rendiconto di gestione L’opposizione: tra le sanzioni anche il blocco delle assunzioni del personale
SCANNO. «La mancata approvazione entro i termini dei documenti di bilancio, tra cui il rendiconto di gestione il cui termine era fissato per il 30 aprile, da parte del consiglio comunale produce gravi effetti sull’attività degli enti. Ne derivano sanzioni come il blocco delle assunzioni del personale a qualsiasi titolo, compresi i distacchi e i comandi da parte di altri enti e amministrazioni e la stipula di contratti di servizio con soggetti privati». Preoccupazioni, queste, espresse dal gruppo consiliare di minoranza “Scanno insieme”, che parla «del rischio di irregolarità nella gestione del Comune». «Abbiamo dubbi in particolar modo sul comando di dipendenti da altre amministrazioni e su alcuni contratti stipulati recentemente dall’amministrazione», afferma il consigliere Antonio Silla, per il quale «c’è mancanza di trasparenza amministrativa».
«Si registra un’inerzia senza precedenti», aggiunge Mario Spacone, «basti pensare che a metà luglio non sono stati capaci neppure di mettere un fiore, anche se, riprendendo un’iniziativa della precedente amministrazione, hanno bandito il concorso balcone fiorito».
«Siamo in attesa di risposte a richieste di accesso agli atti ormai da mesi», interviene ancora Silla, «nell’assoluta indifferenza da parte dei vertici dell’amministrazione. Gli atti nell’albo pretorio vengono pubblicati quando si può, anche dopo che le prestazioni di servizio sono state erogate. Siamo al paradosso, tra l’incredulità dei cittadini che ora iniziano a lamentarsi dei disservizi».
Il capogruppo, Amedeo Fusco, pone invece l’accento sulle voci che hanno accompagnato l’adozione dello schema di consuntivo.
«Si parlava di disavanzo stratosferico, quando lo schema allegato nella deliberazione di giunta è pedissequamente lo stesso accertato nel consiglio comunale del 4 giugno 2018, per cui fu previsto un piano di rientro triennale. Al di là della scarsa correttezza istituzionale, che esige che gli atti vadano prima discussi in consiglio», afferma, «non vorrei che questo fosse un alibi per mascherare un’inadeguatezza amministrativa, che ormai è sotto gli occhi di tutti. Dal canto nostro, considerato che siamo costretti a segnalare le manchevolezze dell’amministrazione attiva, invitiamo il sindaco e la giunta a valutare il bando per i Comuni montani del 28 giugno scorso, pubblicato dal Dipartimento degli Affari regionali e dell’autonomia e a partecipare, per evitare di perdere l’ennesimo treno».
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