Scanno, torna “Ju catenacce” col rito delle antiche nozze

14 Agosto 2018

SCANNO. Come ogni anno, anche oggi a Scanno si ripete la magia evocativa dell’antico matrimonio scannese. Meglio noto come “Ju catenacce” (il catenaccio), il tradizionale corteo nuziale ripercorre i...

SCANNO. Come ogni anno, anche oggi a Scanno si ripete la magia evocativa dell’antico matrimonio scannese. Meglio noto come “Ju catenacce” (il catenaccio), il tradizionale corteo nuziale ripercorre i vicoli del paese oggi pomeriggio dalle 18.30. La festa consiste in una sfilata nuziale, nel vestito tradizionale di Scanno, che rievoca quella che si teneva una volta in occasione del matrimonio, per accompagnare gli sposi in chiesa e ricondurli a sera nella loro nuova casa. Gli sposi e gli invitati indossano il costume festivo e parenti e amici sono disposti in coppie secondo il grado di parentela. La sposa e le altre donne indossano il tradizionale abito di Scanno, datato alla metà del ‘700 e famoso ormai in tutto il mondo. Il preziosissimo costume ha la gonna cremisi e il “mantosino” di seta ricamata. La sposa porta il copricapo chiamato “cappellitto” con i lacci rossi, la “tocca” di seta bianca e “l’incappaturo” dorato e si orna di tutti i gioielli rituali, tra cui la famosa “presentosa”. Seguono coppie di parenti e amici che indossano il costume delle occasioni solenni. Gli uomini, a cominciare dallo sposo, vestono un abito di lana scura, camicia bianca e, fino a pochi anni fa, cappello nero. La festa si conclude nella piazza principale del paese, cioè la piazza della Madonna della Valle e, dopo varie cerimonie, le persone che sfilano per “Ju catenacce” ballano la quadriglia, mentre gli organizzatori offrono agli spettatori dei dolci di Scanno. «È il passato che vive nel presente», commenta il sindaco Giovanni Mastrogiovanni, «le ragazze ridanno lustro agli abiti delle nonne accompagnate dai loro cavalieri ed orgoglioso il corteo si snoda tra le vie del borgo di Scanno regalando a chi li osserva una via di fuga verso un’epoca che non c’è più». (f.p.)
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