Scatta una doppia indagine sul pasticcio delle lampade

La prima è interna al Comune, l’altra dei carabinieri: mancavano le autorizzazioni Casini: «Le lanterne montate sono provvisorie, le vecchie verranno restaurate»
SULMONA. Un “pasticcio” che potrebbe avere conseguenze sia per la ditta esecutrice dei lavori che per i dipendenti comunali che avrebbero dimenticato di chiedere le necessarie autorizzazioni. Sono due le indagini avviate sulla sostituzione delle storiche lanterne dei lampioni del palazzo dell’Annunziata. La prima è dei carabinieri su sollecitazione della Soprintendenza. La seconda è interna al Comune, dietro pressioni del sindaco che vuole vederci chiaro sulla mancata richiesta delle autorizzazione. Ieri, al termine di una giornata convulsa e frenetica, Annamaria Casini ha inviato una lettera alla Soprintendenza e alla ditta che sta eseguendo i lavori per un incontro che si occuperà dell’attuazione del progetto di riqualificazione del sistema della pubblica illuminazione. Tavolo tecnico previsto per oggi: «Ho chiesto alla ditta, in una nota a firma congiunta con il dirigente del IV settore, Gianfranco Niccolò, di verificare nella giornata odierna le problematiche legate al corretto funzionamento dei corpi illuminanti, al fine di ipotizzare gli interventi di adeguamento e restauro che, comunque, saranno concordati con la Soprintendenza».
Insomma, il sindaco ha disposto che le lanterne montate al posto di quelle storiche saranno solo provvisorie per consentire l’adeguamento alle normative regionali di quelle antiche.
Casini, nella lettera di convocazione dell’incontro, ricorda che le antiche lanterne sono state sostituite «temporaneamente per essere sottoposte a restauro», riguardante sia finalità di sicurezza che il loro efficientamento energetico, «salvaguardando il bene preesistente, precisando nuovamente che il fine ultimo è quello della conservazione del bene e il ripristino dello stesso». Rassicurazione espressa dal sindaco in una nota emessa già nella giornata di ieri. Il sindaco ha invitato la ditta Conversion & Lighting a «valutare le problematiche legate al corretto funzionamento dei corpi illuminanti, al fine di ipotizzare gli interventi di adeguamento e restauro che saranno comunque concordati con la Soprintendenza ai beni artistici e culturali».
Resta da sciogliere però il nodo dell’autorizzazione ai lavori, che la Soprintendenza ha ritenuto mancante, tanto da chiedere l’intervento immediato dei carabinieri per mettere a verbale l’accaduto, con un rapporto alla Procura.
Con l’intervento dei carabinieri, e la conseguente constatazione di violazione delle disposizioni previste per la tutela del centro storico di Sulmona, rischia di finire sotto inchiesta chi potrebbe avere commesso errori od omissioni.
Sulmona, diversamente da molte altre città d’Abruzzo, gode anche di una tutela paesaggistica, per cui in qualsiasi caso, sia per mettere lampade in edifici non vincolati, sia per installare lampioni su strada pubblica, occorre una precisa autorizzazione.
«L’autorizzazione non è un fatto meramente burocratico», afferma il funzionario della Soprintendenza, Giuseppe Di Girolamo, «la Soprintendenza ha conoscenza delle specificità delle metodologie d’intervento e quindi anche il lavoro di restauro va visionato dalla Soprintendenza per verificarne la bontà, indipendentemente dalla qualità della ditta. Il controllo e la verifica dei lavori di restauro spettano alla Soprintendenza».
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