Scherzi e sogni sulla bacheca di Christian

13 Febbraio 2016

Il ragazzo condivideva le sue passioni e parlava della scuola senza mai prendersi troppo sul serio

ROCCARASO. In piedi sulla roccia e alle spalle il verde delle montagne intorno a Roccaraso, sorridente e sereno: è la foto del profilo Facebook di Christian Lombardozzi, il 17enne morto all’Alberghiero di Roccaraso dopo essere caduto dondolandosi con una sedia, pubblicata soltanto il primo febbraio scorso. E poi, tra le tante immagini condivise, anche quella in cui avvicina il suo volto al muso di un cagnolino, o quella in cui stringe un’amica. E poi la slide per ironizzare sulle materie scolastiche condivisa ieri mattina, poco prima della tragedia. Il profilo Facebook di Christian è un viaggio nella sua quotidianità di adolescente con la voglia immensa di vivere e di divertirsi. La passione per la natura, per la montagna e per gli animali, in particolare i cinghiali, quegli ungulati che tutti odiano e che si cerca di allontanare dai campi e dai centri urbani, lui li amava. E poi lo sport, il calcio soprattutto, e la scuola e i suoi compagni, gli scherzi fra coetanei, le ironie sul mondo scolastico, le foto (moltissime quelle scattate in classe) e le battute condivise con gli amici. Poi l’ultimo post di questa mattina: un’immagine che ironizza proprio sulla scuola e sulle diverse materie. «La scuola non serve a niente, perché: matematica, c’è la calcolatrice; spagnolo, basta aggiungere la s; Italiano, ormai si “skrive tt csì”; storia, sono tutti morti; geografia, c’è il tom tom; musica, ci sono Mtv e YouTube; inglese, guardo Peppa Pig; ginnastica, c’è la Wii; arte, guardo Art Attak». E poi lo sguardo sorridente che a volte si faceva malinconico, come nel post in cui Christian scriveva: «È triste sapere che non mancherai a nessuno. Che potresti sparire e che nessuno se ne accorgerebbe». No, le cose non stanno affatto così. Nelle ultime ore, quello stesso post è stato ripreso da un amico e condiviso di nuovo: «Christian, ti sei sbagliato: manchi a tutti». È soltanto uno dei tantissimi messaggi con cui amici e familiari hanno invaso la bacheca di Facebook del giovane di Roccacinquemiglia. L’immagine, però, che forse tutti vogliono ricordare è quella scelta come omaggio dai suoi compagni di scuola (e sarà difficile anche per loro cancellare dalla mente l’immagine dell’incidente, vissuto in diretta senza poter fare nulla per impedirlo): una foto di gruppo e un ultimo saluto: «Vogliamo ricordarti così». E giù tanti altri pensieri di affetto: «Mi mancheranno quei momenti in cui ci rompevamo le scatole a vicenda... Ma mi piace ricordarti come il ragazzo a cui volevo bene per quello che era». E poi, ancora: «Tu vivrai sempre in me...».

La tragedia ha colpito anche il mondo degli insegnanti, preoccupati per le insidie che, loro malgrado, si nascondono in classe. «Ogni giorno rimprovero i miei alunni perché si mettono nella stessa posizione del giovane di Roccaraso», scrive un docente di Sulmona, «ma il giorno dopo li ritrovo nella stessa posizione».

Marianna Gianforte

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