Schianto col cinghiale, tragedia evitata

Salvo il giovane commerciante che tornava a casa, distrutta la sua Fiesta. Si ripropone il problema degli animali sulla Ss 17
L’AQUILA. Ancora un incidente stradale causato da un cinghiale che, in piena notte, ha attraversato la statale 17, tra Barisciano e Poggio Picenze e Barisciano, ed è stato investito da macchina diretta all’Aquila.
Lo schianto è stato tremendo e solo per caso il conducente della Ford Fiesta, auto tra l’altro di recente immatricolazione, ne è uscito soltanto con qualche contusione e molto spavento.
Lui, Jacopo Gallucci, giovanissimo commerciante che ha riattivato da poco il bar “In piazza”, che fu aperto dal nonno nel 1960 a Barisciano, poco dopo la mezzanotte, stava tornando dal paese verso casa dopo aver chiuso il locale.
A causa del buio, pur non andando a velocità particolarmente elevata, anche a causa dei limiti di velocità, non ha potuto evitare di investire l’animale, sbucato improvvisamente dal nulla. Lo schianto è stato violentissimo e il peggio è stato evitato perché si è trattato di uno scontro frontale: altrimenti la traiettoria della macchina sarebbe stata deviata chissà dove, con conseguenza inimmaginabili. Ma difficilmente sarebbe andata meglio rispetto a quanto accaduto. Resta comunque la constatazione che la macchina ha riportato danni davvero gravi e, nonostante abbia percorso non più di 3 mila chilometri, forse è da rottamare.
Questo episodio ripropone il problema del numero eccessivo di animali selvatici che spesso attraversano la Ss 17. Gli incidenti di questo genere sono ormai troppi e, in un caso, c’è stato anche chi ha perso la vita. Finora la stragrande maggioranza di richieste di risarcimento fatte dagli incidentati è stata attribuita dai giudici alla Regione.
Ma il rischio andrebbe eliminato alla radice. «L’unico modo per migliorare le cose», commenta Maurizio Gallucci, padre del ragazzo, ex Coldiretti e conoscitore di tali problemi, «è l’abbattimento selettivo con delle regole precise. Basterebbe anticipare e posticipare l’apertura della caccia. Finora le strategie messe in campo sono risultate di scarso successo».
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