Schianto con l’auto, muore un barista

Ranalletta (47 anni) tornava da una serata con gli amici, scontro frontale con un altro veicolo: ferito gravemente un 42enne
AVEZZANO. La sua vita è stata inghiottita nella notte, sull’ex superstrada del Liri. Un impatto tremendo e ora Americo Ranalletta, 47 anni, barista di Avezzano, non c’è più. È morto sul colpo mentre tornava a casa dopo una serata trascorsa in un locale. La sua auto si è scontrata con un’altra proveniente dalla direzione opposta e per lui non c’è stato nulla da fare. Per estrarre il corpo dalle lamiere della macchina i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare diverse ore. Il conducente dell’altra auto, M.E., (42) di Meta di Civitella Roveto, è grave. Si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Avezzano, ma non sarebbe in pericolo di vita. L’incidente è avvenuto all’altezza dello svincolo di Canistro, dopo la galleria, e ha visto il coinvolgimento di due auto. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la macchina del barista di Avezzano, una Suzuki, avrebbe invaso la corsia opposta. Era diretto ad Avezzano, mentre l’altra auto coinvolta, una Mercedes, procedeva in direzione Sora (Frosinone). L’impatto è stato molto violento e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Avezzano che hanno impiegato diverse ore per liberare il corpo ormai senza vita del barista rimasto incastrato tra le lamiere. Alla base dell’incidente potrebbe esserci stato un colpo di sonno oppure un malore che potrebbe aver causato l’invasione della corsia opposta di marcia da parte della Suzuki. Sulla dinamica dell’incidente sono ancora in corso accertamenti da parte dei carabinieri della stazione di Civitella Roveto, intervenuti per i rilievi e per evitare che si creassero ingorghi. Ranalletta era molto conosciuto ad Avezzano. Gestiva da anni il locale di via Cavour, attività di famiglia che gli aveva lasciato il padre. Sembra che il 47enne avesse trascorso una serata in un locale della Valle Roveto con degli amici e stesse tornando ad Avezzano. Tutti ricordano Ranalletta come una persona tranquilla, serio nel lavoro e socievole. «Un tipo umile e moderato», lo descrive Gianni Paris, presidente dell’Avezzano calcio, «lo conoscevo da vent’anni, da quando trascorrevamo insieme le serate in centro ad Avezzano. Ci mancherà sicuramente». Aveva cominciato a lavorare al bar subito dopo aver terminato gli studi all’Istituto tecnico industriale di Avezzano. Tutta la comunità di Borgo Incile, scossa dall’accaduto, lo conosceva bene. La data dei funerali non è ancora stata stabilita. È stato disposto dalla magistratura un esame esterno del corpo della vittima. Ranalletta era l’ultimo di quattro fratelli e lascia le sorelle Giovanna, Tonina e Silvana a cui era molto legato.
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