Schianto mortale a 100 all’ora, il papà di Gioia: «Tragedie simili non dovranno ripetersi mai più»

I familiari della studentessa 20enne tornano a parlare dopo la condanna del conducente dell’auto: «Se questa è la giustizia degli uomini, la accettiamo con rispetto»
AVEZZANO. In un tempo in cui il rumore delle parole spesso supera il peso dei fatti, c’è chi si affida al silenzio come forma di rispetto, di dolore e di verità. È la scelta di Gianluca Muliere, padre di Gioia, tornato in queste ore a parlare pubblicamente, con parole misurate e profonde, mentre la sentenza sull’omicidio stradale che ha spezzato la vita della figlia è tornata al centro dell’attenzione mediatica con la condanna a quattro anni con la concessione dei domiciliari di Mario Cordischi, il 25enne che era alla guida dell'auto prima del tragico schianto la notte di Pasqua del 2024. «In queste ore stanno circolando, sui social e su alcune testate giornalistiche, commenti e riflessioni in merito alla sentenza emessa nei mesi scorsi», scrive il padre.
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