«Schianto mortale, segnaletica carente»

Il perito inchioda il Comune dopo l’incidente che costò la vita a un 32enne. Ci sono tre indagati che rigettano le accuse
L’AQUILA. Circa un anno fa un giovane automobilista, Willy Patrizi, morì in un incidente stradale nel territorio comunale di Collepietro. La sua macchina, uscita di strada senza responsabilità di terzi, finì nella scarpata, e per lui non ci fu nulla da fare mentre si salvò una donna cui egli stava dando un passaggio.
La Procura decise di mettere sotto inchiesta per omicidio colposo il sindaco del paese, Massimo Tomassetti, la responsabile dell’Ufficio tecnico, Maria Rosaria Greco, e il responsabile all’epoca della polizia municipale, Plinio Aloisio.
La consulenza tecnica ordinata dal gip, sulla scorta della quale il pm deciderà se inviare l’atto di conclusione delle indagini o chiedere l’archiviazione, al di là delle responsabilità personali ancora tutte da provare, evidenzia inequivocabilmente un aspetto che inchioda il Comune almeno sotto l’aspetto civile.
A suo avviso, infatti, c’è stata una gestione carente della strada e fa riferimento all’assenza di segnaletica orizzontale e verticale. Per contro non fa riferimento a presunte carenze di barriere di protezione. Nel mirino, dunque, c’è il Comune che non ha messo i cartelli che potessero indicare il limite di velocità che, di solito, nelle strade pericolose, è di 20 orari.
Al riguardo, però, va anche detto che il sindaco aveva demandato all’area tecnica la gestione di questi temi, il capo dei vigili urbani non aveva avuto incarichi in tal senso e, della terza indagata, non si fa menzione nella perizia.
Le criticità in capo al piccolo Comune non sembrano venir meno, salve altre decisioni dei giudici, anche se la velocità della macchina non era consona allo stato dei luoghi. L’incidente mortale, del resto, avvenne dopo una curva abbastanza pericolosa.
Patrizi, che aveva solo 32 anni, fu sbalzato dall’abitacolo e perse la vita. Si ipotizza che la macchina da lui guidata andasse a circa 70 orari. Ora si attende che la Procura prenda posizione. Di certo i genitori della vittima, un ragazzo molto amato in paese come anche all’Aquila, hanno subito puntato il dito sulla pericolosità e la trascuratezza di quel tratto di viabilità. Essi, per far luce sulla tragedia e ottenere giustizia, attraverso la consulente, avvocato Simona Longo, si sono rivolti a Studio 3A, società di patrocinatori stragiudiziali specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità, a tutela dei diritti dei cittadini. I sospettati sono assistiti dagli avvocati Massimo Costantini, Roberto Madama, Maria Teresa Di Rocco, Uberto Di Pillo.
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