Sciacalli presi dai carabinieri mentre rubano in case inagibili

11 Marzo 2016

In trappola due nordafricani trovati all’interno del condominio Ater di via Amiternum La refurtiva è stata recuperata e in parte già riconsegnata: abiti, cellulari, libri e valigie

L’AQUILA. Due topi d’appartamento sono caduti nella trappola dei carabinieri finalizzata a stanare gli sciacalli che rubano nelle case inagibili.

In cella sono finiti due giovani africani, il marocchino Hassea Boumaoui e il tunisino Abdlah Sakidi, sorpresi entrambi in un condominio da restaurare di via Amiternum. Il giudice ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria.

Anche stavolta avevano approfittato dell’assenza dei proprietari di casa per svaligiare un appartamento di via Amiternum, ma grazie al tempestivo intervento dei carabinieri del Radiomobile e della compagnia, i loro piani sono andati in fumo.

Da giorni i carabinieri tenevano sotto controllo il condominio Ater di via Amiternum, composto da 12 appartamenti, di cui alcuni già oggetto di recenti raid per via di analoghi furti avvenuti ai danni di altri appartamenti dello stabile.

I militari, dopo aver constatato che il portone d’ingresso era stato sfondato e notando strani movimenti all’interno, hanno deciso di controllare tutti gli appartamenti dello stabile. La ricerca ha fruttato: i due sono stati sorpresi dai militari nelle due camere da letto dell’appartamento ancora intenti a prendere numerosi capi di abbigliamento, in parte ancora sigillati, e materiale di vario genere tra cui libri, cellulari, valigie e caricabatterie. Il materiale era già stato riposto in due grossi borsoni, pronto per essere portato via. I vani dell’appartamento sono stati tutti rovistati; i mobili della camera da letto risultavano danneggiati e gli arrestati avevano appena consumato alcune bottiglie di alcoolici riposte in una credenza del salone. Parte della refurtiva è stata riconosciuta dai proprietari e restituita. Sono invece in corso indagini volte a individuare l’esatta provenienza della rimanente refurtiva, nonchè a verificare l’eventuale responsabilità degli arrestati in ordine ad altri analoghi fatti. Del resto gli indizi raccolti dagli uomini del maresciallo Scarfagna erano innumerevoli: di lì la convalida.

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