Sciare nel bosco, la svolta del turismo a Camporotondo

9 Dicembre 2018

Dopo 18 anni apre la seggiovia gestita dal Comune. Testimonial Mihajlovic  Il sindaco Lorenzin: «Superati tanti ostacoli, anche un tentativo di sabotaggio» 

CAPPADOCIA. Ski in the wood (sciare nel bosco): è il biglietto da visita con cui il Comune di Cappadocia si accinge ad accogliere i turisti, provenienti soprattutto dalla capitale. A fare da cornice agli impianti sciistici di Camporotondo, rimasti chiusi per 18 anni, è la faggeta più vasta e suggestiva d’Europa. Oltre alle piste, intorno alla stazione sciistica, vi sono delle oasi incontaminate, in mezzo al bosco, che ben si prestano allo sci di fondo e alle escursione con le racchette. Un vero Eden sia per gli appassionati di sport invernali sia per chi ama la natura. Comprensibile quindi la soddisfazione con cui il sindaco di Cappadocia, Lorenzo Lorenzin, ha annunciato ieri la riapertura degli impianti, definendola una «giornata storica per Cappadocia e per il territorio, che ci inorgoglisce e ci emoziona». «Abbiamo dovuto superare molti ostacoli, compreso un tentativo di sabotaggio alla vigilia del collaudo», sottolinea il primo cittadino, «ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ora tutto è pronto: aspettiamo solo la neve. Per il prossimo anno contiamo di superare tale inconveniente, dovuto alle condizioni meteorologiche, con l’innevamento artificiale». Testimonial d’eccezione l’allenatore Siniša Mihajlovic che a Petrella Liri ha una casa. Gli impianti saranno gestiti in proprio dal Comune, sotto la direzione dell’ingegnere Daniele Pignatelli. L’orgonico sarà di cinque persone. La seggiovia biposto servirà tre piste, con diverso grado di difficoltà: vi potranno dunque sciare tutti, dai bambini agli esperti. La gestione “in economia” si è resa necessaria dopo che per due volte – 21 settembre e 5 dicembre – la gara per l’affidamento del servizio è andata deserta. Chi si fosse aggiudicato la gara avrebbe percepito 25.000 euro all’anno per 25 anni. Un’offerta non ritenuta appetibile, evidentemente. Il Comune, però, che per l’ammodernamento degli impianti ha speso svariati milioni, non poteva lasciarsi sfuggire questa grande occasione. Con la riapertura degli impianti, l’amministrazione comunale «conta infatti di rilanciare il turismo e di far ripartire l’economia. Migliaia di sciatori, soprattutto romani e del Frusinate, che in questi anni si sono diretti verso altre stazioni sciistiche, troverebbero conveniente scegliere Camporotondo, località che possono raggiungere in minor tempo. «Se avessimo tenuto bloccati gli impianti finché non si trovava qualcuno disposto a gestirli», ragiona Lorenzin, «avremmo arrecato un enorme danno al paese e al territorio. Abbiamo pertanto deciso di gestirli in proprio: ne abbiamo i mezzi e le risorse».
A trarre non pochi vantaggi dalla riapertura degli impianti di Camporotondo, oltre a Cappadocia, saranno Carsoli, Tagliacozzo e Capistrello.
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