Sciolto nell’acido per errore: mandante arrestato in carcere
L’AQUILA. Il camorrista Salvatore Cammarota è già detenuto al carcere dell’Aquila, ma ora è accusato anche di essere il mandante di chi ha prelevato, ammazzato e sciolto nell’acido Giulio Giaccio, di...
L’AQUILA. Il camorrista Salvatore Cammarota è già detenuto al carcere dell’Aquila, ma ora è accusato anche di essere il mandante di chi ha prelevato, ammazzato e sciolto nell’acido Giulio Giaccio, di cui si sono perse le tracce il 30 luglio del 2000, ucciso per errore perché scambiato per l’amante “sconveniente” di sua sorella, che era divorziata. Uno sbaglio sul quale, a distanza di oltre vent’anni, è stata fatta luce anche grazie alle dichiarazioni convergenti di diversi collaboratori di giustizia senza i quali la sua fine sarebbe rimasta un mistero. Al termine di indagini coordinate dalla Dda, i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli hanno notificato nuove accuse e due arresti ad altrettanti esponenti di spicco del clan Polverino. Tra questi, appunto, il 55enne Cammarota e Carlo Nappi, di 64 anni, in carcere a Livorno, ritenuti i mandati dell’efferato caso di “lupara bianca”. Determinante è stato l'apporto del pentito Roberto Perrone, facente parte del gotha del clan, che ha parlato dell’omicidio definendolo «il capitolo più nero e angoscioso» della sua storia criminale. I killer, fingendosi poliziotti, costrinsero la vittima a salire a bordo della loro autovettura, poi venne interrogato e ucciso.

