Scioperi a LFoundry Adesso il confronto

24 Gennaio 2021

AVEZZANO. Un ringraziamento alle lavoratrici e ai lavoratori di LFoundry è arrivato dalle Rsu all’indomani dell’adesione massiccia agli scioperi. L’astensione dal lavoro, voluta dalle maestranze per...

AVEZZANO. Un ringraziamento alle lavoratrici e ai lavoratori di LFoundry è arrivato dalle Rsu all’indomani dell’adesione massiccia agli scioperi. L’astensione dal lavoro, voluta dalle maestranze per ribadire il loro dissenso al mancato coinvolgimento nella riorganizzazione dello stabilimento, ha superato le aspettative. Secondo una prima stima, infatti, hanno aderito oltre mille dipendenti sui 1.400 totali (tra turnisti e giornalieri). «Adesione alle stelle da parte delle maestranze», precisano i rappresentanti sindacali di stabilimento, «le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto sentire la loro voce e inviato un messaggio forte e chiaro alla proprietà. Come rappresentanti sindacali, ringraziamo per la massiccia partecipazione». Ora si apre una nuova fase. Nei prossimi giorni, i delegati delle organizzazioni sindacali si incontreranno per fare il punto della situazione e capire in che modo sarà possibile riavviare la fase di trattativa sia per le turnazioni – premi e riposi – che per poter prender parte alla fase di riorganizzazione del sito dove si producono memorie volatili. «La vertenza sarà complessa e anche anomala nel suo genere», commenta Monica Di Cola (Uilm-Uil), «ma se chi può decidere saprà coglierne le opportunità che nasconde nelle sue pieghe, il sindacato, grazie anche alla forza delle lavoratrici e lavoratori, avrà fatto il suo dovere di indicare la strada». Nei giorni scorsi, il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Gian Paolo Manzella, ha inviato una lettera all’amministratore delegato di LFoundry, Marcello D’Antiochia, per chiedere delucidazioni sulla situazione in cui si trova l’azienda più grande della provincia dell’Aquila. «Il risultato dello sciopero è andato oltre le previsioni», ribadisce Roberto Di Francesco (Fiom-Cgil), «è un passaggio storico e speriamo che a questo punto anche le istituzioni facciano la loro parte cercando di mediare con l’azienda. Azienda che deve ora tornare a discutere con noi». (e.b.)
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