Scontro politico su facebook Casapound ritira l’esposto

6 Giugno 2018

L’AQUILA. Quando la polemica politica si trasferisce su facebook talvolta spunta qualche parola di troppo e si rischia di invadere il campo del penale.Sta di fatto che tre persone molto note in città...

L’AQUILA. Quando la polemica politica si trasferisce su facebook talvolta spunta qualche parola di troppo e si rischia di invadere il campo del penale.
Sta di fatto che tre persone molto note in città sono state trascinate in tribunale dai sostenitori di Casapound che si sono sentiti offesi per essere stati apostrofati come “Cagapound” o “Caccapound” sul social network.
Si tratta di tre persone, ovviamente di credo politico molto diverso rispetto a quelle che li hanno denunciati: Alberto Aleandri, commerciante noto in città in quanto titolare di “Brico io” e tra i fondatori dell’Anppia (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) dell’Aquila, lo storico Walter Cavalieri e il medico Alessandro D’Aroma.
Per la verità il pm aveva chiesto di archiviare, ma contro questa decisione c’è stata l’opposizione di Casapound tramite l’avvocato Guido Colaiacovo.
Tutte le parti sono comparse davanti al giudice per le udienze preliminari in udienza camerale e, alla fine, si è convenuto che la cosa più opportuna fosse quella di ritirare le denunce e, in qualche modo, fare pace pur a fronte di una distanza siderale tra le parti sotto il profilo ideologico.
Per la verità Aleandri si è detto contrario ad accogliere la rimessione di querela visto che voleva andare avanti, ma la decisione degli altri ha assorbito anche la sua posizione.
Nel corso dell’udienza le persone denunciate sono state assistite dagli avvocati Carlo Benedetti e Lando Sciuba ma va segnalato che in supporto alla posizione di Aleandri è intervenuto anche l’avvocato Cesare Antetomaso, esponente dell’associazione denominata Giuristi Democratici. Del resto non è la prima volta che Aleandri si scontra in tribunale con le forze di destra estrema.
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