Scontro sulle processioni pasquali

23 Marzo 2023

Tavoli e gazebo da rimuovere lungo corso Ovidio, attesa la decisione del Comune

SULMONA. Le confraternite insistono ma il Comune prende tempo. La decisione in merito alla rimozione, o meno, dei tavoli sistemati davanti ai bar lungo corso Ovidio per permettere il regolare svolgimento delle processioni della Settimana Santa arriverà, molto probabilmente, oggi pomeriggio. A palazzo San Francesco è prevista, infatti, una riunione per affrontare proprio il problema della sicurezza durante i giorni della Settimana Santa. In particolare sarà discusso il piano di evacuazione di piazza Garibaldi dove è prevista la presenza di oltre 15mila persone, capienza massima consentita proprio dal piano sicurezza elaborato dal Comune di Sulmona negli anni scorsi. E nella circostanza sarà affrontato anche la richiesta avanzata dalle arciconfraternite cittadine e fortemente contestata dai titolari degli esercizi pubblici che saranno interessati dal provvedimento di sgombero di sedie, tavolini e dehors, lungo corso Ovidio nelle ore in cui transiteranno la processione del Venerdì Santo e quella della Domenica di Pasqua. Secondo l’arciconfraternita della Santissima Trinità e la confraternita di Santa Maria di Loreto, proprio a causa della presenza dei tavoli lungo il corso, le processioni si troverebbero ad attraversare delle “strettoie” che costringerebbero i figuranti e gli oltre cento componenti del maestoso coro ad ammucchiarsi in maniera confusa proprio nei punti più affollati, andando ad incidere negativamente sull’immagine e sulla solennità della processione. Inoltre, non sarebbe di certo una bella cosa far passare il simulacro del Cristo Morto, la statua dell’Addolorata e tutte le persone in preghiera, in mezzo a gruppi di persone che stanno bevendo e discutendo tranquillamente, seduti davanti ai bar lungo corso Ovidio. Insomma una bella gatta da pelare per sindaco e giunta, anche perché i titolari degli esercizi pubblici hanno già fatto sapere che presenteranno ricorso contro l’eventuale provvedimento che imporrà loro di smontare i dehors e togliere sedie e tavolini per far posto alla processione. «Non possiamo essere sempre noi a pagare», affermano in coro gli esercenti che dovrebbero essere interessati dal provvedimento. «Stiamo uscendo da un periodo di crisi in cui abbiamo rischiato di chiudere le nostre attività. Ora è troppo». (c.l.)
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