Scontro sulle regole della movida: la maggioranza propone la tregua

Frullo (commissione Politiche sociali): ancora possibile una mozione unitaria sul disagio giovanile Il presidente del consiglio, Santangelo: «Mozione ammessa a votazione come da regolamento»
L’AQUILA. Seppellire l’ascia di guerra e ricominciare un percorso condiviso su disagio sociale e degenerazioni della movida. Per arrivare, appunto, a quella soluzione condivisa che sembrava a portata di mano a cavallo tra settembre e ottobre. Fabio Frullo, presidente della terza commissione, porge un ramoscello d’ulivo all’opposizione che lunedì ha abbandonato il consiglio comunale lanciando strali, nella forma e nel merito, contro la maggioranza del sindaco Pierluigi Biondi.
«Resto convinto che sulle linee guida siamo d’accordo», sostiene Frullo, eletto nel giugno scorso con la lista Civici e indipendenti con Biondi sindaco. «Forse anche al 90%», afferma il presidente di commissione, «e resto perciò convinto che sulle divergenze sia ancora possibile trovare il punto di caduta». Lo scontro in aula è scoppiato quando, a inizio seduta, la maggioranza ha chiesto e ottenuto l’inserimento all’ordine del giorno di una mozione alternativa a quella già in scaletta, che aveva come primo firmatario Alessandro Tomassoni del Passo possibile, ma che era stata sottoscritta da tutta la minoranza di centrosinistra.
Una modifica dell’ordine del giorno che ha portato l’opposizione ad accusare il presidente dell’assemblea, Roberto Santangelo (L’Aquila futura), di essere venuto meno al suo ruolo super partes per il quale, a inizio consiliatura, era stato votato all’unanimità. «Ho sempre garantito in tutte le sedute la massima imparzialità», ribatte Santangelo, «come in altri casi in cui è stato integrato l’ordine del giorno. C’è un regolamento lacunoso, che rimanda alla discrezionalità del presidente l’ammissibilità o meno. Ho fatto votare l’aula, come indicato tra l’altro in una circolare ministeriale. Se poi vogliamo entrare nel merito», continua Santangelo, «credo che la città abbia bisogno che venga affrontato un problema importante come quello del disagio giovanile nel merito, piuttosto che fare battaglie su questioni formali e tecnicismi».
Ed è su questo che Frullo torna a insistere: «Alla fine, visto il clima che si era creato, io stesso ho proposto a Santangelo di ritirare la mozione e ripresentarla al prossimo consiglio. Siamo di fronte a un “argomento sensibile”, che ci interessa tutti come cittadini e come amministratori. Io voglio che si trovino le condizioni per arrivare a un documento condiviso su disagio giovanile e degenerazioni della movida, ripartendo dal grande lavoro fatto in commissione con le audizioni. Mettiamo da parte le questioni formali», continua Frullo, «anche se, personalmente, credo che ci fossero i presupposti per l’inserimento d’urgenza di quella mozione all’ordine del giorno. Ad ogni modo, oggi la nostra proposta come maggioranza è quella di riprendere il dialogo con l’opposizione».
Al termine degli incontri della commissione Politiche sociali, culturali e formative, ovvero la terza presieduta appunto da Frullo, era attesa la stesura di un documento congiunto da portare in consiglio. Cosa che però non è avvenuta dopo la rottura consumata nell’ultima seduta di commissione, tenuta lo scorso 19 ottobre.
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