Scoperta una discarica di amianto

Raiano, migliaia di tubi stoccati da anni in un terreno ora posto sotto sequestro dalla Finanza
RAIANO. Una discarica su un terreno di 12mila metri quadrati dove erano stati stoccati e abbandonati migliaia di tubi di cemento e amianto, scheggiati e rotti, e quindi molto pericolosi per la salute delle persone. I finanzieri della compagnia di Sulmona, in esecuzione di un provvedimento emesso dal pm Stefano Iafolla, hanno sequestrato ieri un terreno a Raiano, nel territorio del Consorzio di bonifica «Bacino Aterno-Sagittario» di Pratola Peligna. Gran parte dell’amianto è stato trovato a ridosso di alcuni bacini idrici destinati all’irrigazione dei campi. Il consulente del pm e i tecnici dell’Arta, che hanno accompagnato i finanzieri, hanno accertato che i tubi abbandonati sono composti da miscela di cemento e amianto con notevole presenza di amianto blu, detto “Crocidolite”, il più pericoloso per la salute dell’uomo, e amianto bianco detto “Crisotilo”. Secondo quanto rilevato dalla Finanza, sembrerebbe che l’amianto sia stato abbandonato senza cautele nel sito, a partire dal 1995. Per quasi 20 anni tutti hanno fatto finta di nulla. L’indagine dei finanzieri comunque non si ferma qui. C’è ora da stabilire chi ha messo lì i tubi, se vengono da qualche ditta locali o da altri luoghi. Ora sarà necessario presentare alla Asl un progetto di bonifica dei luoghi, prevedendo una corposa opera di smaltimento. La potenziale pericolosità dei materiali contenenti amianto dipende dall’eventualità che siano rilasciate nell’ambiente fibre aerodisperse che possono venire inalate. La respirazione delle fibre d’amianto può provocare diverse malattie: asbestosi (cicatrizzazione dei tessuti del polmone), cancro al polmone e mesotelioma. Si sospetta, inoltre, che l’ingestione d’amianto, ad esempio attraverso l’acqua contaminata, possa provocare un tumore gastro-intestinale. (m.t.)
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