Scritte e rifiuti a un mese dal decennale

5 Marzo 2019

Oltre la scorribanda notturna a San Bernardino: ecco le immagini dell’abbandono e dei tanti mancati interventi

L’AQUILA. «Devono prendergli la patente e farne coriandoli». È il commento più benevolo uscito sui social dopo la pubblicazione delle riprese di una macchina che percorre la scalinata di San Bernardino. Una cosa è certa, gli aquilani sono sempre pronti a parlar male della loro città, ma guai a toccargliela, la loro amata L’Aquila. O, peggio ancora, guai a rovinare quel che con tanta fatica è stato riparato dopo il sisma. Ogni volta che appare un segno su un muro, una scritta con un pennarello su una facciata, come di recente avvenuto a San Flaviano, via Tre Marie, o sulle edicole di San Bernardino, ripristinate subito dopo il sisma e imbrattate poche ore dopo, da parte degli aquilani partono cori di disapprovazione per la mancanza di rispetto sia per la città sia per il lavoro di tante persone impegnate nella ricostruzione.
Scritte sui palazzi riparati in via Roma o in via Giovanni XXIII, in via Cimino, o sotto i portici di San Bernardino, in un continuo inseguimento con gli operai del Comune armati di idropulitrice. A tal proposito, non ci vorrebbe molto a rimuovere lo sporco che si è accumulato sul pavimento dei portici dell’ex Cit appena riparati ai Quattro Cantoni. Non è facile parlare di degrado in una città come L’Aquila, in piena ricostruzione e percorsa ogni giorno da camion e gru, distinguendo il frutto dell’incuria dalla manovra sbagliata di un operaio alla guida di un mezzo pesante. È il caso della targa della fontana di piazza Nove Martiri, restituita alla città lo scorso anno, targa letteralmente sbriciolata da un bobcat in manovra. I turisti restano perplessi guardando la situazione delle strade, un arlecchino di sampietrini, asfalto e cemento uno di seguito all’altro. Riesce difficile spiegare che, con tanti mezzi pesanti ancora in circolazione, si è scelto di stoccare in un deposito e non riposizionare la vecchia pavimentazione, in attesa della fine dei lavori. Non fa eccezione la statua del Tritone in piazza Regina Margherita, appena liberata dai ponteggi, col cemento a terra al posto dei sampietrini. Capita però che in via Buccio da Ranallo i residenti debbano salvare le caviglie proprio dai sampietrini staccati dai camion. Per non parlare dei rifiuti generati dalla movida nelle aree ripristinate a tale scopo. Tanto lavoro da fare per ridare alla città un volto presentabile per il decennale.
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