Scultura si rompe durante il trasporto

3 Febbraio 2018

Il complesso della Croce dell’artista Di Carlo va in frantumi. Era destinato alla Madonna Fore

L’AQUILA. Era una delle ultime sculture da trasportare lungo la strada che sale al convento e alla chiesa di San Giuliano. Rappresentava uno dei sette dolori della Madonna, il peggiore di tutti, vedere il Figlio appeso sulla Croce.
L’artista Walter Di Carlo ci aveva lavorato per un anno. Nell’ultimo periodo lo aveva fatto davanti alla chiesa di San Bernardino a piazza d’Armi dove l’enorme masso di pietra era stato appoggiato. Giovedì mattina tutto era pronto per caricare la “Croce” dal peso di 90 quintali e alta cinque metri su un camion che poi l’avrebbe portata a destinazione. I vigili del fuoco hanno provveduto a imbracarla. Era stata sollevata dal suolo meno di un metro quando una parte della pietra all’improvviso si è spaccata. L’imbracatura a quel punto è venuta meno. Tutta l’opera si è schiantata al suolo finendo in mille pezzi. Nessuno per fortuna si è fatto male, anche perché erano state prese tutte le precauzioni possibili per un trasporto così imponente. Lo scultore naturalmente ci è rimasto male soprattutto pensando alla passione, all’amore e al tempo che ha dedicato alla “Croce”, il pezzo più grande e spettacolare della serie della Madonna dei sette dolori. Ma l’artista ha già detto che rifarà l’opera, magari un po’ più piccola, e tempo un paio di mesi anche uno degli ultimi pezzi della via Matris (questo il nome dato al complesso dell’opera) sarà al suo posto. Per quanto riguarda la scultura finita in frantumi non è escluso che la parte relativa alla crocifissione, quella che ha avuto meno danni, possa restare davanti alla chiesa. In fondo, guardando bene l’opera distrutta, si ha l’impressione che evochi in maniera drammatica e significativa proprio la tragedia del sisma aquilano. (g.p.)
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