Scuola dei vigili del fuoco, l’iter si arena in commissione bilancio

Salta la discussione sulla convenzione tra Comune e dipartimento dei pompieri, l’atto torna in giunta Il presidente Di Luzio: «Il provvedimento deve essere definito». Venerdì era atteso in consiglio comunale
L’AQUILA. Battuta d'arresto imprevista per il centro di formazione nazionale dei vigili del fuoco che dovrebbe sorgere all'Aquila a partire dal prossimo anno. Ieri, in commissione bilancio, era prevista la discussione della delibera contenente lo schema di convenzione tra il Comune e il dipartimento dei vigili, afferente al ministero dell’Interno. Un accordo che prevede, tra le altre cose, la concessione di alcuni alloggi del Progetto Case e la loro trasformazione in residenze dei futuri allievi.
In apertura dei lavori, però, l’ordine del giorno è stato stralciato, e la delibera “rispedita” in giunta. A quanto pare, la convenzione sarebbe ancora incompleta, come ha lasciato intendere il presidente della commissione, Luigi Di Luzio (Lega): «Il provvedimento deve essere definito». Teoricamente, la delibera sarebbe dovuta approdare in consiglio per l’approvazione definitiva nella seduta in programma venerdì prossimo. Ma a questo punto sorge un problema legato ai tempi, perché, dopo la "seconda lettura" in giunta, l’atto dovrà passare un’altra volta in commissione.
LA SCUOLA. La scuola che nascerà all’Aquila sarà uno dei sette centri di formazione nazionale dei vigili del fuoco. Il progetto, approvato dal Parlamento con la legge di Bilancio varata lo scorso dicembre, gode di un finanziamento di 15 milioni di euro per il triennio 2021-2023 e di un milione a decorrere dal 2024. La scuola sarà localizzata nell’area del Progetto Case di Sassa, che comprende 18 palazzine, e potrà ospitare da un minimo di 250 fino a un massimo di 750 allievi. Lo scorso 29 giugno, dopo il via libera dato dalla giunta alla convenzione, il sindaco Pierluigi Biondi aveva spiegato che si trattava del «primo atto amministrativo, per dare corpo alla nascita di un’istituzione unica per il Centro Italia. Un'iniziativa fortemente condivisa e sostenuta da tutti i componenti dell’esecutivo. Un’azione strategica avviata nel corso degli anni con la stipula di convenzioni e accordi con Esercito, forze dell’ordine, associazioni ed enti per sostenere lo svolgimento delle loro attività e l’accoglienza di famiglie che hanno inteso trasferirsi in città».
I PROBLEMI. «La verità è che la giunta è in forte ritardo nelle azioni da compiere per onorare gli impegni», attacca il consigliere comunale Lelio De Santis (Cambiare insieme/Italia dei Valori), «la legge di Bilancio prevedeva infatti che entro 6 mesi dovesse essere sottoscritta la convenzione per garantire la cessione gratuita delle palazzine del progetto Case di Sassa e la loro messa a disposizione immediata. Purtroppo, agli annunci mediatici non sono seguiti tutti gli atti amministrativi necessari e oggi, scaduti il 30 giugno i 6 mesi previsti, le palazzine non sono ancora disponibili e le relative unità immobiliari sono ancora occupate dagli assegnatari. E qui, purtroppo, sono costretto a rimarcare che la parola decisiva in materia di patrimonio e di dismissione delle 18 palazzine spetta al consiglio comunale, che non può solo essere chiamato alla ratifica. L’assemblea farà, comunque, come altre volte, la sua parte, ma altrettanto dovrà fare l'esecutivo, per evitare ritardi ingiustificati o danni peggiori».
ROMANO.«L’annuncite, patologia della quale soffre questa amministrazione sta mostrando tutti i suoi effetti collaterali: marce indietro, imbarazzi politici, caos amministrativo, iter a singhiozzo, improduttività», incalza il capogruppo di Italia Viva Paolo Romano, «nel frattempo, nel progetto Case di Sassa, il degrado avanza e si paventano infiltrazioni di microcriminalità sotto gli occhi dei residenti del luogo».
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